{"id":627,"date":"2026-03-06T10:06:03","date_gmt":"2026-03-06T10:06:03","guid":{"rendered":"https:\/\/web.infn.it\/OCRA\/?page_id=627"},"modified":"2026-03-06T10:07:33","modified_gmt":"2026-03-06T10:07:33","slug":"ricadute-tecnologiche","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/web.infn.it\/OCRA\/approfondimenti-e-attivita-svolte\/percorso-raggi-cosmici\/ricadute-tecnologiche\/","title":{"rendered":"Ricadute tecnologiche"},"content":{"rendered":"<p>I muoni interagiscono con la materia tanto pi\u00f9 questa \u00e8 densa. Pertanto, essendo il corpo umano \u201cpoco denso\u201d, la probabilit\u00e0 che un muone interagisca con gli atomi del nostro corpo \u00e8 praticamente nulla. Tutt\u2019altra cosa avviene se consideriamo materiali densi come roccia o elementi come il piombo. I muoni, infatti, perdono tutta la loro energia in strati di roccia centinaia di metri sottoterra prima di decadere. La propriet\u00e0 dei muoni di interagire con materiali densi ha portato, sin dagli anni \u201960 ad alcune ricadute tecnologiche inaspettate come la muografia e la tomografia muonica.<br \/>\nLa prima si basa sullo stesso principio della radiografia sostituendo la radiazione elettromagnetica (raggi-X) con i muoni. Il rivelatore di raggi cosmici (lo strumento che ne identifica il passaggio) viene messo di lato o sotto ad un corpo esteso che si vuole analizzare coi muoni che provengono dalla parte opposta. L\u2019idea \u00e8 quella di vedere se ci sono direzioni di arrivo di queste particelle dove mancano muoni. Quelle saranno anche le zone pi\u00f9 dense del corpo sotto analisi. Le applicazioni sono veramente diversificate, vanno dall\u2019analisi di un vulcano, ad un bene archeologico come le piramidi, ad una grotta sotterranea. L\u2019INFN, ad esempio, ha pubblicato nel 2019 la<a href=\"https:\/\/www.infn.it\/stromboli-realizzata-la-prima-radiografia-muonica-del-vulcano\/\"> prima muografia al vulcano Stromboli<\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-686 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/OCRA\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/fig10.png\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/OCRA\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/fig10.png 750w, https:\/\/web.infn.it\/OCRA\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/fig10-300x225.png 300w\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"562\" \/><\/p>\n<p>Rappresentazione schematica di come funziona la muografia di un oggetto esteso come un vulcano. Alcuni muoni che attraversano la montagna vengono fermati e non raggiungono il rivelatore. Questo fenomeno \u00e8 pi\u00f9 evidente maggiore \u00e8 la densit\u00e0 dello strato attraversato.<\/p>\n<p>La seconda tecnica, la tomografia, si propone di identificare i muoni che attraversano un oggetto posto tra rivelatori. Gli strumenti, posti sopra e sotto il volume da analizzare, ricostruiscono la traiettoria dei muoni in ingresso ed in uscita dall\u2019oggetto. L\u2019angolo tra le due direzioni sar\u00e0 tanto maggiore quanto maggiore \u00e8 la densit\u00e0 dell\u2019oggetto attraversato. Applicazioni di questo tipo si stanno sperimentando per un ulteriore controllo ai container in transito presso le dogane, un po\u2019 come una scansione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-688 size-full\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/OCRA\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/fig12.png\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/OCRA\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/fig12.png 750w, https:\/\/web.infn.it\/OCRA\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/fig12-300x225.png 300w\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"562\" \/><\/p>\n<p>Rappresentazione schematica di come funziona la tomografia a muoni. Quando le particelle attraversano un oggetto denso, la probabilit\u00e0 che vengano deflesse \u00e8 maggiore rispetto ad una regione meno densa. I rivelatori, posti sopra e sotto la zona di analisi ricostruiscono la direzione del raggio cosmico e, di conseguenza, l\u2019angolo tra esse.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 vedere le ricadute tecnologiche dello studio di raggi cosmici secondari (muoni) hanno applicazioni molto varie e, grazie alla presenza costante di muoni prodotti nell\u2019atmosfera, sono caratterizzate dall\u2019assenza di una sorgente di radiazione (raggi-x, ecc..) che comporterebbe ulteriori fonti di rischio per la sicurezza del personale e dei beni analizzati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I muoni interagiscono con la materia tanto pi\u00f9 questa \u00e8 densa. Pertanto, essendo il corpo umano \u201cpoco denso\u201d, la probabilit\u00e0 che un muone interagisca con gli atomi del nostro corpo \u00e8 praticamente nulla. Tutt\u2019altra cosa avviene se consideriamo materiali densi come roccia o elementi come il piombo. 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