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Prima risposta di Eugenio Coccia alla lettera aperta ai candidati

Creato: Venerdì, 16 Settembre 2011 Ultima modifica: Giovedì, 26 Settembre 2013 Data pubblicazione Scritto da Roberto Gomezel

Cari amici,

ho trovato interessante la vostra lettera, che solleva questioni sensibili per il personale ed esprime al tempo stesso attaccamento all'INFN. Trovo opportuno per il momento rispondere brevemente, approfittando di queste righe soprattutto per conoscerci meglio.

Ho lavorato all'installazione e al funzionamento continuo di rivelatori di onde gravitazionali al CERN, nei Laboratori di Frascati e più recentemente presso EGO a Pisa. Ho fatto il responsabile di esperimento, il coordinatore e il presidente della Commissione 2 e ho diretto i Laboratori del Gran Sasso. Ho avuto la fortuna di interagire con tutte le figure professionali presenti nell'ente, e posso dire di trovare veritiera la vostra affermazione: "Uno dei punti di forza del nostro ente è sempre stato lo spirito di collaborazione e di condivisione del lavoro tra tutte le figure professionali".

Ho vissuto di persona questo spirito e questa condivisione nelle varie sedi dove ho lavorato con diversi ruoli, da quello di precario a quello di dirigente. Un'esperienza quest'ultima davvero indelebile, nella quale ho imparato tanto sia dal punto di vita tecnico che dal lato umano. Ho descritto alcuni aspetti di questa esperienza, vissuta in anni intensi al Gran Sasso, in un contributo che vi segnalo:

http://virgo.roma2.infn.it/Coccia/GranSasso30.pdf

Come voi dite, il periodo attuale non è dei più facili. La via da seguire a mio parere deve essere quella della massima valorizzazione delle competenze e delle capacità progettuali dell'ente. Questa direzione è certamente diversa da quella della perdita di competenza interna da voi temuta. Sono queste capacità che garantiscono all'ente un ruolo trainante nel nostro Paese nella scienza e nell'innovazione (come è stato detto, siamo il vero istituto italiano di tecnologia) e che possono costituire l'attrattore di ulteriori finanziamenti dalle Regioni e dall'Europa.

La figura del Direttore Generale è un nuovo strumento di cui l'ente si dota e avrà un senso se messo a sistema ai fini della efficiente organizzazione di una moderna Amministrazione. E' lui al servizio dell'ente e non viceversa. Questo naturalmente vale anche per chi ricopre gli altri ruoli, in primis quello di Presidente.

Confesso di nutrire un certo scetticismo per il sistema di misurazione e valutazione delle performance. Spero rimanga importante quell'ingrediente che si chiama buon senso e che non dovrebbe abbandonare mai chi occupa i posti di maggiore responsabilità.

Mi farà piacere avere nel prossimo futuro ulteriori discussioni su questi e su altri temi riguardanti l'INFN, anche di persona, indipendentemente dall'esito della votazione.

Cordialmente,

Eugenio Coccia

 

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