
{"id":1192,"date":"2017-05-11T17:03:01","date_gmt":"2017-05-11T17:03:01","guid":{"rendered":"http:\/\/webusers.fis.uniroma3.it\/atlas\/?p=1192"},"modified":"2020-11-20T10:21:25","modified_gmt":"2020-11-20T09:21:25","slug":"una-vita-dedicata-alla-fisica-simposio-onore-del-prof-ceradini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/una-vita-dedicata-alla-fisica-simposio-onore-del-prof-ceradini\/","title":{"rendered":"Una vita dedicata alla fisica &#8211; simposio in onore del prof. Ceradini"},"content":{"rendered":"<p>Progetto alternanza scuola lavoro giornalismo scientifico Roma Tre: Emanuele Amandolagine, Maria Ottaviani.<\/p>\n<p>Il giorno 3 Febbraio 2017 \u00e8 stato organizzato dal dipartimento di Matematica e Fisica dell\u2019Universit\u00e0 di Roma Tre un seminario per celebrare i 70 anni del professore Filippo Ceradini. Il simposio si \u00e8 tenuto presso \u201cl\u2019Aula Magna della Vasca Navale\u201d Via Vito Volterra, 62 00146 Roma.<\/p>\n<p>L\u2019aula a gradoni, molto ampia in stile moderno, era gremita di persone provenienti da tutta Europa a testimonianza del successo dell\u2019iniziativa.<\/p>\n<p>L\u2019evento \u00e8 cominciato alle ore 10:30 con l\u2019introduzione della professoressa Lucia Caporaso, direttrice del dipartimento di Matematica e Fisica, seguita da varie presentazioni su diversi argomenti legati alla carriera del professore Ceradini. Le presentazioni sono consultabili al seguente <a href=\"https:\/\/agenda.infn.it\/conferenceDisplay.py?confId=12586\">link<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella sessione mattutina sono stati presentati i seguenti argomenti:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>\u201cA lecture on Particle Physics\u201d (\u201cUna lezione sulla Fisica delle Particelle Elementari\u201d), Filippo Ceradini;<\/li>\n<li>\u201cThe Adone and the E247 experiments\u201d (\u201cGli esperimenti Adone ed E247\u201d), Maria Lorenza Ferrer e Rinaldo Santonico;<\/li>\n<li>\u201cThe UA1 experiment\u201d (\u201cL\u2019esperimento UA1\u201d), Francesco Lacava.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella sessione pomeridiana sono stati presentati i seguenti argomenti:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>\u201cThe WA92 experiment\u201d (\u201cL\u2019esperimento WA92\u201d), Stefano Veneziano;<\/li>\n<li>\u201cThe RD5 experiment\u201d (\u201cL\u2019esperimento RD5\u201d), Ludovico Pontecorvo;<\/li>\n<li>\u201cThe KLOE experiment\u201d (\u201c L\u2019esperimento KLOE\u201d), Erika De Lucia;<\/li>\n<li>\u201cThe ATLAS experiment\u201d (\u201cL\u2019esperimento ATLAS\u201d), Domizia Orestano.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Durante la pausa pranzo tra le due sessioni i presenti hanno avuto la possibilit\u00e0 di conversare riallacciando rapporti con colleghi che, in molti casi, non vedevano da tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel seguito descriviamo alcuni degli esperimenti che sono stati presentati durante il simposio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>The Adone and the E247 experiments<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli esperimenti Adone ed E247 sono due importanti esperimenti in cui ha lavorato il professore; questi risalgono ai primi anni della sua carriera. Nella met\u00e0 degli anni 60 fu costruito a Frascati il primo collider elettrone-positrone, nominato ADA, che lavorava all\u2019energia di 400 MeV (1 MeV=1 milione di elettronvolt*). ADA, acronimo di Anello Di Accumulazione, fu progettato e realizzato dal fisico Bruno Touschek, che lo battezz\u00f2 con il nome di sua zia. Successivamente fu costruito l\u2019esperimento ADONE come potenziamento di ADA, che era in grado di raggiungere l\u2019energia di 3 GeV (1 GeV=1 miliardo di elettronvolt). Lo scopo dell\u2019 esperimento ADONE era quello di studiare l\u2019elettrodinamica quantistica al pi\u00f9 alto momento trasferito mai raggiunto prima. Il risultato pi\u00f9 rilevante \u00e8 stata l\u2019osservazione di eventi multiadronici, dove le coppie elettrone-positrone annichilivano producendo particelle adroniche, ossia in grado di interagire tra loro tramite forza nucleare. Questa \u00e8 stata la prima osservazione di produzione di particelle adroniche dal vuoto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>The UA1 experiment<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il progetto fu proposto da Carlo Rubbia nel 1976 all\u2019International Neutrino Conference ad Aachen. Fu poi approvato nel Giugno del 1978. L\u2019idea di Rubbia era di utilizzare un acceleratore di protoni gi\u00e0 esistente convertendolo in un collider di protoni e antiprotoni, in modo simile a quanto si faceva con i collider e<sup>+<\/sup>e<sup>&#8211;<\/sup>. Si propose quindi di convertire l\u2019acceleratore SPS presso il CERN in un collider protone antiprotone con un\u2019energia di 540 GeV. Il problema della generazione del fascio di antiprotoni fu risolto a partire dagli studi di van der Meer sul raffreddamento stocastico (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Raffreddamento_stocastico\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Raffreddamento_stocastico<\/a>). Questo esperimento port\u00f2 alla scoperta del bosone W e del bosone Z<sup>0<\/sup> che consent\u00ec a Rubbia e van der Meer di vincere il Premio Nobel per la fisica nel 1984. Dopo aver ricevuto il Premio Nobel Rubbia ha mandato una cartolina (mostrata nella figura seguente) al professor Filippo Ceradini ringraziandolo per il suo contributo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1193\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas-wp\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Cartolina-320x453.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"453\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>The RD5 experiment<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 stato realizzato tra il 1991 e il 1995. L\u2019esperimento \u00e8 nato con lo scopo di studiare il punchtrhough adronico ad alta energia ed in presenza di campo magnetico, e la rivelazione dei muoni per LHC. I muoni sono identificati da rivelatori di tracciamento posti a valle di materiali molto pesanti, che assorbono tutte le altre particelle. Tuttavia pu\u00f2 capitare che dei pioni carichi sono in grado di attraversare tutto il materiale senza interagire, dando origine al fenomeno di punchthrough.<\/p>\n<p>Schizzo originale del professore che illustra la rivelazione dei muoni e il concetto di punchtrhough.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas-wp\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Senza-titolo-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1194\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas-wp\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Senza-titolo-2-320x275.png\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"275\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>The KLOE experiment<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019esperimento KLOE (K Long Experiment) fu proposto nell\u2019estate 1991, disegnato, costruito e testato in sette anni e nell\u2019aprile del 99 \u00e8 andato in funzione nei Laboratori Nazionali di Frascati. A Da\u03a6ne e<sup>+<\/sup>e<sup>&#8211; <\/sup>vengono fatti collidere con energia di 1019,4 MeV. Dalla collisione dei due fasci, si generano numerosi mesoni \u03a6 (di massa 1GeV) che, successivamente, decadono originando cos\u00ec due mesoni K (formati da un quark u o d e un antiquark strano anti-s). Ulteriore obiettivo di Da\u03a6ne \u00e8 studiare la violazione o meno delle simmetrie CP e CPT. In particolare la simmetria CPT suppone che particelle e antiparticelle hanno esattamente la stessa massa, ci\u00f2 \u00e8 stato verificato sperimentalmente dal sistema dei mesoni K. KLOE \u00e8 costituito da due rivelatori principali: una camera tracciante a deriva e un calorimetro elettromagnetico centrale. Al fine di misurare la quantit\u00e0 di moto delle particelle cariche, si misura la curvatura delle tracce che le particelle rilasciano nella camera tracciante quando attraversano una regione di spazio in cui \u00e8 presente un campo magnetico. Per questo motivo la camera \u00e8 costruita all&#8217;interno di un solenoide cilindrico che genera un campo magnetico di 6000 gauss. Per canalizzare le linee di campo si utilizza il giogo di 1000 tonnellate di ferro mostrato in figura.<\/p>\n<p>Foto del giogo del magnete di KLOE durante il trasporto assieme alla sua squadra<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas-wp\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/magnete-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1195\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas-wp\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/magnete-1-320x385.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"385\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>The ATLAS experiment<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019esperimento ATLAS fu proposto nella sua forma attuale nel 1994. ATLAS (A\u00a0Toroidal LHC ApparatuS) \u00e8 un rivelatore di particelle costruito per LHC (il pi\u00f9 grande acceleratore di particelle mai realizzato), ottenuto dalla \u201cfusione\u201d di EAGLE e di ASCOT. E&#8217; un esperimento\u00a0che si trova al CERN gestito da una collaborazione internazionale. Il rivelatore di ATLAS \u00e8 di tipo \u201cgeneral purpose\u201d (molto versatile) ed ha numerosi obiettivi:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>la conferma del Modello Standard, l\u2019attuale teoria alla base della fisica delle particelle elementari;<\/li>\n<li>la ricerca di segnali di \u201cnuova fisica\u201d;<\/li>\n<li>l\u2019osservazione e lo studio del bosone di Higgs;<\/li>\n<li>lo studio della fisica del quark top e dei bosoni W e Z;<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il risultato pi\u00f9 importante \u00e8 stato quello di scoprire il bosone di Higgs nel 2012 utilizzando i canali di decadimento in due fotoni , quattro leptoni e due leptoni e due neutrini. \u00a0Tra i leptoni di decadimento ci sono i muoni. Il professore ha lavorato gran parte della sua carriera alla costruzione e gestione dei rivelatori a muoni dell&#8217;esperimento ATLAS.<\/p>\n<p>Maggiori informazioni sull\u2019esperimento ATLAS si possono ottenere sfogliando questo sito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>*Energia acquistata da un elettrone che si muove in un campo elettrico sotto la differenza di potenziale di 1 Volt<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Progetto alternanza scuola lavoro giornalismo scientifico Roma Tre: Emanuele Amandolagine, Maria Ottaviani. Il giorno 3 Febbraio 2017 \u00e8 stato organizzato dal dipartimento di Matematica e Fisica dell\u2019Universit\u00e0 di Roma Tre un seminario per celebrare i 70 anni del professore Filippo Ceradini. 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