
{"id":1212,"date":"2017-05-07T00:16:57","date_gmt":"2017-05-07T00:16:57","guid":{"rendered":"http:\/\/webusers.fis.uniroma3.it\/atlas\/?p=1212"},"modified":"2020-11-20T10:21:25","modified_gmt":"2020-11-20T09:21:25","slug":"nuove-anomalie-nella-fisica-del-sapore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/nuove-anomalie-nella-fisica-del-sapore\/","title":{"rendered":"Qualche anomalia nella fisica del sapore"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Con gli ultimi risultati presentati dagli esperimenti ATLAS e CMS alla conferenza internazionale &#8220;52-\u00e8me Rencontres de Moriond&#8221; e dall&#8217;esperimento LHCb in un seminario pubblico al CERN di Ginevra lo scorso 18 Aprile e successivamente alla conferenza &#8220;Incontri di Fisica delle Alte Energie&#8221; tenutasi a Trieste dal 19 al 21 aprile, nuovi interessanti scenari potrebbero aprirsi nella fisica del sapore, ed in particolare in quella branca della fisica delle particelle che studia il comportamento degli adroni contenenti un quark b.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quark b (denominato bottom o beauty dagli scienziati), \u00e8 stato scoperto nel 1977, ed \u00e8 il secondo quark pi\u00f9 pesante dopo il quark top. Innumerevoli propriet\u00e0 degli adroni contenenti il quark b sono state studiate ai collisionatori negli ultimi 40 anni, sia in macchine elettrone-positrone (tra le quali BABAR, LEP, Belle) che in macchine adroniche (quali il Tevatron e il Large Hadron Collider di Ginevra).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti questi studi hanno portato alla scoperta di numerose nuove particelle e alla misura del grado di violazione della simmetria CP nel Modello Standard. La simmetria CP, qualora fosse rispettata, assicurerebbe che le leggi della fisica siano le stesse se contemporaneamente si invertono le coordinate spaziali e si trasforma una particella nella sua antiparticella. Negli anni &#8217;90, l&#8217;esperimento BABAR mostr\u00f2 per la prima volta che tale simmetria \u00e8 violata anche negli adroni contenenti un quark b, offrendo cos\u00ec la prima evidenza dell&#8217;esistenza di questo fenomeno strettamente legato alla asimmetria tra materia e antimateria nel nostro Universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ultimi risultati ottenuti da ATLAS, CMS e LHCb riguardano una famiglia particolare di adroni: i mesoni B. Come tutti i mesoni, essi sono formati da una coppia quark-antiquark, ed in particolare in questo caso da un quark b (o un antiquark b) e un antiquark (o quark) leggero (u, d, s). In particolare i mesoni in questione sono: il B<sup>+<\/sup> (formato da un antiquark b e un quark u), il B<sup>0<\/sup> (formato da un antiquark b e un quark d) e il B<sup>0<\/sup><sub>s<\/sub> (formato da un antiquark b e un quark s). Il primo ha carica elettrica +1, mentre gli altri due sono elettricamente neutri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i risultati presentati dai tre esperimenti riguardanti i mesoni B, tre sono le misure che rivelano sostanziali anomalie rispetto alle predizioni del Modello Standard. Sebbene ognuno dei risultati riguardi uno specifico canale di decadimento di uno dei tre mesoni sopra citati, tutti e tre i decadimenti fanno parte della generica categoria in cui, attraverso l&#8217;interazione elettrodebole, un quark b decade in un quark s e una coppia di leptoni (in questo caso specifico elettroni o muoni) con lo stesso sapore leptonico ma con carica elettrica opposta (attraverso i diagrammi di Feynman mostrati qui sotto)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas-wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/figaux_01b.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1214\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas-wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/figaux_01b-320x244.png\" alt=\"figaux_01b\" width=\"250\" height=\"200\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas-wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/figaux_01a.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1213\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas-wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/figaux_01a-320x244.png\" alt=\"figaux_01a\" width=\"250\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste transizioni b &#8211;&gt;\u00a0s l<sup>+ <\/sup>l<sup>&#8211;<\/sup> sono particolarmente interessanti perch\u00e9 nel Modello Standard sono soppresse attraverso un meccanismo detto FCNC (Flavour Changing Neutral Current). In pratica, due quark con la stessa carica elettrica ma diverso sapore (ad esempio il quark b e il quark s) non possono decadere direttamente uno nell&#8217;altro. Per fare un esempio pratico: un quark b non pu\u00f2 decadere in un quark s o in un quark d emettendo un fotone o un bosone Z (mentre ad esempio pu\u00f2 decadere in un quark c o un quark u emettendo un bosone W<sup>\u00b1<\/sup>). L&#8217;effetto fisico di questa soppressione, che ha le sue origini nella particolare struttura di simmetria del Modello Standard, \u00e8 che i decadimenti del tipo FCNC sono molto rari. Tuttavia, alcuni di essi hanno dei tassi di decadimento calcolabili con buona, se non ottima, precisione dal Modello Standard. Essi sono dunque il posto ideale per cercare, in via indiretta, segnali di processi di nuova fisica non previsti dal Modello Standard che possano far variare significativamente il valore misurato di questi tassi di decadimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo canale, investigato per il momento solo dall&#8217;esperimento LHCb, che mostra un&#8217;anomalia significativa rispetto alle predizioni del Modello Standard \u00e8 il decadimento B<sup>0<\/sup><sub>s<\/sub>\u00a0&#8211;&gt; \u03c6 \u03bc<sup>+<\/sup> \u03bc<sup>&#8211;<\/sup>. Questo decadimento \u00e8 ricostruito andando a cercare due muoni e due mesoni K di carica opposta (il mesone \u03c6 infatti decade principalmente in una coppia di mesoni K) nello stato finale. Una volta individuate queste quattro particelle, viene ricostruita la massa invariante del B<sup>0<\/sup><sub>s<\/sub> iniziale e viene calcolato il tasso di decadimento in questo canale. La vera anomalia per\u00f2 appare quando viene misurato il tasso di decadimento in funzione del quadrato della massa invariante della coppia di muoni (denominato q<sup>2<\/sup>). Nella regione in cui q<sup>2<\/sup> \u00e8 compreso tra 2 e 5 GeV<sup>2<\/sup>, il risultato si discosta di 3.3 deviazioni standard locali (cio\u00e8 senza tenere conto del \u201clook elsewhere effect\u201d) dalla predizione del Modello Standard. La misura e la previsione teorica hanno quindi una probabilit\u00e0 inferiore all&#8217;1% di essere compatibili tra loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda anomalia riguarda il decadimento B<sup>0<\/sup>\u00a0&#8211;&gt; K* \u03bc<sup>+<\/sup> \u03bc<sup>&#8211; <\/sup>. Similmente al decadimento precedente, lo stato finale \u00e8 costituito da due muoni di carica opposta, un mesone K e un mesone \u03c0 (il K* infatti decade principalmente in una coppia K\u03c0). In questo caso, tramite la distribuzione angolare delle 4 particelle dello stato finale, \u00e8 possibile estrarre un parametro, detto P&#8217;<sub>5<\/sub>, che \u00e8 calcolato con buona precisione nel Modello Standard. La misura di questo parametro P&#8217;5 in funzione di q<sup>2 <\/sup>\u00e8 stata effettuata da tutti e tre gli esperimenti sopra citati, come mostrato nella figura sottostante. Sia ATLAS (pallini neri) che LHCb (quadratini blu) che Belle (pallini verdi) osservano una discrepanza compresa tra 2 e 3 deviazioni standard locali nella regione di q<sup>2<\/sup> compresa tra 4 e 6 GeV<sup>2<\/sup> per ATLAS e tra 4 e 8 GeV<sup>2<\/sup> per LHCb e Belle rispettivamente, rispetto a qualcuna delle predizioni teoriche (rappresentate dalle aree colorate in giallo, rosa o azzurro a seconda del gruppo di fisici teorici che ha formulato la predizione su questo parametro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas-wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/figaux_03c.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1215\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas-wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/figaux_03c-320x230.png\" alt=\"figaux_03c\" width=\"420\" height=\"270\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, la terza anomalia, misurata per il momento solo dall&#8217;esperimento LHCb, riguarda un altro aspetto del Modello Standard, ovvero l&#8217;universalit\u00e0 del sapore leptonico. L&#8217;universalit\u00e0 del sapore leptonico (Lepton Flavour Universality &#8211; LFU) \u00e8 una delle basi del Modello Standard e prevede che nelle interazioni elettrodeboli tutte e tre le famiglie di leptoni carichi del Modello Standard (cio\u00e8 elettroni, muoni e tau) abbiano lo stesso accoppiamento con tutti i bosoni di gauge (ovvero W, Z e fotone). Fino ad ora, l\u2019universalit\u00e0 leptonica era stata testata nei decadimenti diretti di bosoni W e Z in elettroni, muoni e tau (e rispettivi neutrini nel caso del decadimento del W) senza che alcuna anomalia rispetto alle predizioni del Modello Standard fosse osservata. L&#8217;esperimento LHCb ha invece testato la LFU in due distinti canali di decadimento: B<sup>+<\/sup>\u00a0&#8211;&gt; K<sup>+<\/sup> l<sup>+<\/sup>l<sup>&#8211;<\/sup> e, ancora una volta, B<sup>0<\/sup>\u00a0&#8211;&gt; K* l<sup>+<\/sup>l<sup>&#8211; <\/sup>. In questo caso entrambe le misure sono state effettuate comparando i tassi di decadimento, chiamati R<sub>K<\/sub> e R<sub>K*<\/sub> rispettivamente per i due canali, nel caso in cui i due leptoni nello stato finale siano due elettroni o due muoni. In ognuno dei canali di decadimento, la misura del rapporto tra il tasso di decadimento in elettroni e quello in muoni mostra una discrepanza rispetto al valore previsto dal Modello Standard (conosciuto con una precisione dell&#8217;ordine del %), che varia tra 2.4 e 2.6 deviazioni standard locali. I risultati, mostrati nel grafico ad inizio pagina, sono consistenti tra loro e, nel caso fossero confermati con maggiore statistica, sembrerebbero suggerire, sebbene in modo non ancora statisticamente significativo, che ci siano contributi di nuova fisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte queste misure si riferiscono a dati raccolti durante il Run1 e sono al momento limitate dalla statistica raccolta. Esse potranno dunque beneficiare notevolmente della grande mole di dati gi\u00e0 raccolta durante il Run 2 di LHC nel 2015 e 2016 e di quella che verr\u00e0 raccolta nei prossimi due anni di presa dati. Gli scienziati di tutti e tre gli esperimenti sono al lavoro per ripetere queste misure con i nuovi dati raccolti nel Run 2 in modo da aumentarne notevolmente la precisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altro canto, anche la comunit\u00e0 teorica \u00e8 al lavoro per fornire predizioni pi\u00f9 precise per i tassi di decadimento in questione. La regione a basso q<sup>2<\/sup> \u00e8 infatti molto sensibile a fenomeni di QCD non perturbativi e alla presenza del quark charm nei diagrammi di Feynman. La combinazione di questi due effetti rende le predizioni teoriche molto difficili da calcolare. A seconda dell\u2019approccio usato dai diversi gruppi di fisici teorici impegnati in questo tipo di stime, i risultati possono essere abbastanza diversi tra loro e in ogni caso noti con una precisione non comparabile con la QCD perturbativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 perci\u00f2 necessario interpretare queste anomalie con prudenza visto che si tratta di discrepanze locali rispetto a predizioni teoriche che sono difficili da determinare con precisione nell&#8217;ambito del Modello Standard. I prossimi mesi saranno dunque cruciali per capire se queste anomalie siano semplicemente frutto di fluttuazioni statistiche oppure una manifestazione di nuovi fenomeni non previsti dal Modello Standard.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con gli ultimi risultati presentati dagli esperimenti ATLAS e CMS alla conferenza internazionale &#8220;52-\u00e8me Rencontres de Moriond&#8221; e dall&#8217;esperimento LHCb in un seminario pubblico al CERN di Ginevra lo scorso 18 Aprile e successivamente alla conferenza &#8220;Incontri di Fisica delle Alte Energie&#8221; tenutasi a Trieste dal 19 al 21 aprile, nuovi interessanti scenari potrebbero aprirsi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":1232,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[2],"tags":[],"ppma_author":[38],"class_list":["post-1212","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-atlas"],"authors":[{"term_id":38,"user_id":0,"is_guest":1,"slug":"cap-umbertodesanctis","display_name":"umbertodesanctis","avatar_url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/?s=96&d=mm&r=g","author_category":"","user_url":"","last_name":"","first_name":"","job_title":"","description":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1212","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1212"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1212\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1512,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1212\/revisions\/1512"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1232"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1212"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1212"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1212"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=1212"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}