
{"id":1882,"date":"2021-01-28T22:36:32","date_gmt":"2021-01-28T21:36:32","guid":{"rendered":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/?p=1882"},"modified":"2022-02-14T09:35:09","modified_gmt":"2022-02-14T08:35:09","slug":"a-milene-calvetti-e-cristiano-sebastiani-gli-atlas-thesis-awards-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/a-milene-calvetti-e-cristiano-sebastiani-gli-atlas-thesis-awards-2020\/","title":{"rendered":"A Mil\u00e8ne Calvetti e Cristiano Sebastiani gli ATLAS Thesis Awards 2020"},"content":{"rendered":"\n<p>Gli ATLAS Thesis Award premiano quest&#8217;anno Mil\u00e8ne Calvetti e Cristiano Sebastiani, due giovani collaboratori dell&#8217;esperimento ATLAS, dottorati nel 2020 presso l&#8217;Universit\u00e0 di Pisa e l&#8217;Universit\u00e0 di Roma &#8220;La Sapienza&#8221; . <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Dopo la scoperta del bosone di Higgs nel 2012, si \u00e8 passati allo studio delle sue propriet\u00e0; il programma di fisica dall&#8217;esperimento ATLAS prevede di misurare con sempre maggiore precisione tutti i possibili modi di produzione e decadimento del bosone di Higgs  per averne un quadro sempre piu completo.  Questo \u00e8 importante per capire se le previsioni della fisica del bosone di Higgs siano  sperimentalmente verificate, poich\u00e9 eventuali discrepanze possono essere un&#8217;indicazione di nuova fisica al di l\u00e0 del Modello Standard. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Nella sua tesi, Mil\u00e8ne ha studiato la produzione del bosone di Higgs associata ad un bosone elettrodebole W o Z (VH) (il terzo in ordine decrescente dei modi di produzione del bosone di Higgs) ed il suo decadimento in coppie di quark b, anche se si tratta della modalit\u00e0 di decadimento pi\u00f9 frequente (poco pi\u00f9 della met\u00e0 dei bosoni di Higgs decadono in coppie di quark b), risulta molto difficile da identificare perch\u00e9 sommerso da una gran quantit\u00e0 di eventi di fondo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-default\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/1_event_display_candidato_VHbb.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/1_event_display_candidato_VHbb-edited.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1888\" width=\"496\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/1_event_display_candidato_VHbb-edited.png 1440w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/1_event_display_candidato_VHbb-edited-768x380.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 496px) 100vw, 496px\" \/><\/a><figcaption>Rappresentazione di un candidato evento di produzione di un bosone di Higgs che decade in due quark b (coni blu), in associazione con un bosone W che decade in un muone (rosso) e un neutrino. Il neutrino esce dal rivelarore senza essere osservato ed \u00e8 ricostruito tramite l&#8217;impulso trasverso mancante (linea tratteggiata)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Mil\u00e8ne ha contribuito a due importanti risultati con tecniche di analisi differenti: nel primo, le coppie di quark b provenienti dal bosone di Higgs sono ricostruite in due jet di particelle ben distinti; nel secondo tipo di analisi, e\u0300 stata data pi\u00f9 attenzione ad eventi dove il bosone di Higgs \u00e8 prodotto a grande impulso e pertanto i prodotti di decadimento del bosone di Higgs\u00a0 sono ricostruiti in\u00a0 un unico jet. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/2_STXS.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/2_STXS-edited.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1903\" width=\"344\" height=\"260\"\/><\/a><figcaption>Sezione d&#8217;urto di produzione del bosone di Higgs in produzione associata W\/Z e che decade in una coppia di quark b per diversi valori dell&#8217;impulso trasverso del bosone vettore (W o Z). Le misure effettuate sono rappresentate dai pallini neri e le predizioni teoriche dalle linee rosse. (Da <a href=\"https:\/\/atlas.web.cern.ch\/Atlas\/GROUPS\/PHYSICS\/PAPERS\/HIGG-2018-52\/\">https:\/\/atlas.web.cern.ch\/Atlas\/GROUPS\/PHYSICS\/PAPERS\/HIGG-2018-52\/<\/a>)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La prima analisi ha portato a due importanti risultati mai osservati prima: il decadimento del bosone di Higgs in coppie di b-quarks e la produzione nel canale VH. La seconda analisi ha esteso queste prime osservazioni e ha testato le previsioni del Modello Standard in una regione cinematica dove effetti di fisica oltre il Modello Standard potrebbero risultare pi\u00f9 evidenti. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized is-style-default\"><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3_boosted_Hbb.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3_boosted_Hbb-edited.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1912\" width=\"552\" height=\"552\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3_boosted_Hbb-edited-300x300.png 300w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3_boosted_Hbb-edited-1024x1024.png 1024w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3_boosted_Hbb-edited-150x150.png 150w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3_boosted_Hbb-edited-1536x1536.png 1536w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3_boosted_Hbb-edited-2048x2048.png 2048w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3_boosted_Hbb-edited-500x500.png 500w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3_boosted_Hbb-edited-200x200.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 552px) 100vw, 552px\" \/><\/a><figcaption>Un confronto fra l&#8217;eccesso di dati (pallini neri) sugli eventi di fondo (sottratti dai dati). E` mostrata la massa ricostruita dai decadimenti H&#8211;&gt; bb (rosso) ed il decadimento Z&#8211;&gt;bb (grigio). Quest&#8217;ultimo \u00e8 noto e viene usato per verificare parte di questa distrubuzione. (Da <a href=\"https:\/\/atlas.web.cern.ch\/Atlas\/GROUPS\/PHYSICS\/PAPERS\/HIGG-2018-52\/\">https:\/\/atlas.web.cern.ch\/Atlas\/GROUPS\/PHYSICS\/PAPERS\/HIGG-2018-52\/<\/a>)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Cristiano ha cercato segnali di fisica al di l\u00e0 del Modello Standard prodotti da un&#8217;ipotetica <em>forza oscura<\/em>  mediata da un fotone <em>oscuro<\/em> che aprirebbe un nuovo settore non previsto dal Modello Standard. La particolarit\u00e0 di questo fotone oscuro \u00e8 la sua  lunga vita media che pu\u00f2 farlo decadere in particelle del Modello Standard dopo aver percorso  una distanza macroscopica all&#8217;interno del rivelatore ATLAS.  Nel suo lavoro, Cristiano ha cercato evidenze sperimentali di decadimenti collimati di adroni leggeri e leptoni originati a distanze dell&#8217;ordine di decide di centimetri se non metri rispetto al vertice primario di collisione protone-protone.  Questa ricerca ha comportato la modifica degli algoritmi di selezione <em>on-line <\/em>(trigger) e di ricostruzione per questo tipo di eventi. Il numero di eventi osservato \u00e8 compatibile con quello previsto dagli eventi di fondo prodotti dal Modello  Standard e sono stati pertanto stabiliti limiti sulla vita media e valori di accoppiamento di questi ipotetici fotoni oscuri.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/ATLAS_Run2_36invfb_FRZV_2Dexclusion_wRun1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/ATLAS_Run2_36invfb_FRZV_2Dexclusion_wRun1-1024x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1895\" width=\"417\" height=\"417\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/ATLAS_Run2_36invfb_FRZV_2Dexclusion_wRun1-1024x1024.png 1024w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/ATLAS_Run2_36invfb_FRZV_2Dexclusion_wRun1-300x300.png 300w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/ATLAS_Run2_36invfb_FRZV_2Dexclusion_wRun1-150x150.png 150w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/ATLAS_Run2_36invfb_FRZV_2Dexclusion_wRun1-1536x1536.png 1536w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/ATLAS_Run2_36invfb_FRZV_2Dexclusion_wRun1-2048x2048.png 2048w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/ATLAS_Run2_36invfb_FRZV_2Dexclusion_wRun1-500x500.png 500w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/ATLAS_Run2_36invfb_FRZV_2Dexclusion_wRun1-200x200.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><\/a><figcaption>Limiti del parametro cinetico di mescolamento in funzione della massa del fotone oscuro interpretati in termini del modello del portale vettoriale FRZV  assumento diversi rapporti di decadimento del bosone di Higgs in settori nascosti (da <a href=\"https:\/\/cds.cern.ch\/record\/2688373\/\">https:\/\/cds.cern.ch\/record\/2688373\/<\/a>).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questo tipo di analisi sar\u00e0 particolarmente interessante anche nei prossimi run di collisioni di LHC: il Run3 (in partenza nel 2022) ed il futuro Run4 dove LHC produrra 10 volte  piu collisioni rispetto al presente. Con l&#8217;elevata statistica raccolta sar\u00e0 possibile estendere la ricerca nel settore oscuro in zone dei parametri al momento non testati da nessun esperimento.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/fig_14-e1611868635721.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/fig_14-1024x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1896\" width=\"391\" height=\"391\"\/><\/a><figcaption>Previsione degli spazi dei parametri esplorati del settore oscuro con 300 fb-1 di dati raccolti nel Run3 (arancione) e con 3000 fb-1 di dati raccoti (rosso). <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;<a href=\"https:\/\/atlas.cern\/discover\/collaboration\/awards\/thesis\">ATLAS Thesis award<\/a> premia ogni anno dal 2010, le pi\u00f9 interessanti tesi di dottorato svolte in tutta la collaborazione internazionale ATLAS. Nelle scorse edizioni, questo premio era stato assegnato a Paolo Francavilla (2012) e Stefani Manzoni (2018), questa \u00e8 la prima volta che viene assegnata nello stesso anno a due collaboratori di istituzioni italiane. Si tratta di un ottimo risultato per la collaborazione italiana di ATLAS! Congratulazioni quindi a Mil\u00e8ne e Cristiano per questo importante riconoscimento, ed un in bocca al lupo per il proseguimento delle loro attivit\u00e0 di ricerca in ATLAS durante il post dottorato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Riferimenti:<\/h3>\n\n\n\n<p><br>M. Calvetti <strong>Studies on&nbsp;<em>H<\/em>\u2192<em>bb<\/em> &nbsp;decay and&nbsp;<em>VH<\/em>&nbsp;production with the ATLAS detector<\/strong> <a href=\"https:\/\/cds.cern.ch\/record\/2736150?ln=it\">https:\/\/cds.cern.ch\/record\/2736150?ln=it<\/a><br>C. Sebastiani <strong>Through the looking glass and what ATLAS found there: a Dark Sector search for light Dark Matter<\/strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/cds.cern.ch\/record\/2725958?ln=it\">https:\/\/cds.cern.ch\/record\/2725958?ln=it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ATLAS Thesis Award premiano quest&#8217;anno Mil\u00e8ne Calvetti e Cristiano Sebastiani, due giovani collaboratori dell&#8217;esperimento ATLAS, dottorati nel 2020 presso l&#8217;Universit\u00e0 di Pisa e l&#8217;Universit\u00e0 di Roma &#8220;La Sapienza&#8221; . 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