
{"id":2050,"date":"2022-01-18T00:14:00","date_gmt":"2022-01-17T23:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/?p=2050"},"modified":"2022-02-14T09:42:24","modified_gmt":"2022-02-14T08:42:24","slug":"contributo-italiano-nsw","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/contributo-italiano-nsw\/","title":{"rendered":"Il contributo italiano al progetto NSW"},"content":{"rendered":"\n<p>Intervista a Cesare Bini, docente di Fisica Sperimentale della Sapienza Universit\u00e0 di Roma, coordinatore della collaborazione New Small Wheel (NSW) nell\u2019ambito di ATLAS-Italia dal 2016.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quando \u00e8 nato il progetto delle NSW?<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel gennaio del 2012, ATLAS organizz\u00f2 un workshop a Les Brassus, una localit\u00e0 sui monti Jura nei pressi di Ginevra, per una prima discussione e un primo confronto tra le varie tecnologie che potevano essere utilizzate. In realt\u00e0, di questo upgrade si parlava gi\u00e0 da diversi anni. Numerosi gruppi avevano intrapreso attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo (R&amp;D) volte ad individuare le migliori tecnologie per un progetto che prevedeva prestazioni spinte in un ambiente caratterizzato da flussi molto elevati di particelle.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel workshop erano rappresentati quasi tutti i gruppi italiani impegnati nello spettrometro a muoni, alcuni dei quali erano gi\u00e0 attivi nei lavori di R&amp;D per almeno due delle tecnologie che in quel contesto venivano proposte, le Micromegas e gli RPC di nuova concezione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come ha contribuito la collaborazione italiana?<\/h2>\n\n\n\n<p>La collaborazione NSW-Italia si \u00e8 costituita successivamente, quando la scelta delle due tecnologie per i rivelatori (Micromegas e sTGC) e le fasi iniziali del progetto (che hanno portato alla scrittura del Technical Design Report e del Memorandum of Understanding), hanno definito le caratteristiche tecniche del progetto e la suddivisione del lavoro tra gli istituti di ricerca partecipanti.<\/p>\n\n\n\n<p>La parte pi\u00f9 consistente dell\u2019attivit\u00e0 che ha impegnato tutti i gruppi INFN coinvolti, \u00e8 stata la costruzione di 32 camere Micromegas (un quarto del totale delle camere necessarie per le due Wheel). Accanto a questo, la collaborazione italiana si \u00e8 assunta anche l\u2019impegno di progettare e realizzare un tipo di schede di &#8220;trigger&#8221;, e di curare la realizzazione di alcuni aspetti dei cosiddetti \u201cservizi\u201d del rivelatore, in particolare il sistema di alimentazione a bassa tensione, Low Voltage.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso degli anni alcuni di noi hanno avuto anche incarichi nella struttura di management del progetto a vari livelli. E soprattutto dopo la fine delle attivit\u00e0 di costruzione in Italia, il contributo dato dai nostri gruppi alle attivit\u00e0 di integrazione e commissioning al CERN \u00e8 stato pure di estrema importanza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quali istituti italiani hanno partecipato alla costruzione?<\/h2>\n\n\n\n<p>Dal lato INFN hanno fatto parte dell\u2019impresa sette gruppi: Cosenza, Frascati, Lecce, Napoli, Pavia, Roma1 e Roma3.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la costruzione delle camere Micromegas abbiamo messo in piedi una struttura di attivit\u00e0 parallele svolte in laboratori diversi, con l\u2019idea di ottimizzare i tempi di realizzazione sfruttando anche le infrastrutture gi\u00e0 presenti nelle diverse sezioni INFN. Dato che ognuna delle 32 camere \u00e8 costituita da 5 pannelli (di due tipi diversi, \u201cdrift\u201d e \u201cread-out\u201d) e da 4 \u201cmesh\u201d, la catena di produzione \u00e8 stata la seguente: tutti i pannelli di \u201cread-out\u201d sono stati costruiti a Pavia; i pannelli di \u201cdrift\u201d sono stati costruiti a Roma1 e finalizzati a Cosenza; le \u201cmesh\u201d sono state preparate a Roma3. Infine, i singoli componenti venivano inviati a Frascati, dove le camere venivano assemblate, testate e validate.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Readout_Pavia.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1920\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Readout_Pavia.png\" alt=\"\" data-id=\"2079\" data-full-url=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Readout_Pavia.png\" data-link=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/contributo-italiano-nsw\/readout_pavia-4\/\" class=\"wp-image-2079\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Readout_Pavia.png 2560w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Readout_Pavia-768x576.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/a><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Pavia: Assemblaggio di un pannello &#8220;readout&#8221;.<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Mesh_Roma3-4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"598\" height=\"312\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Mesh_Roma3-4.png\" alt=\"\" data-id=\"2078\" data-full-url=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Mesh_Roma3-4.png\" data-link=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/contributo-italiano-nsw\/mesh_roma3-4\/\" class=\"wp-image-2078\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Mesh_Roma3-4.png 598w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Mesh_Roma3-4-768x400.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px\" \/><\/a><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Roma3: Preparazione della &#8220;mesh&#8221;.<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Drift_Roma1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3264\" height=\"2064\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Drift_Roma1.png\" alt=\"\" data-id=\"2077\" data-full-url=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Drift_Roma1.png\" data-link=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/contributo-italiano-nsw\/drift_roma1-5\/\" class=\"wp-image-2077\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Drift_Roma1.png 3264w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Drift_Roma1-768x485.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 3264px) 100vw, 3264px\" \/><\/a><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Roma1: Assemblaggio di un pannello &#8220;drift&#8221;.<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Drift_gas_Cosenza.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"1944\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Drift_gas_Cosenza.png\" alt=\"\" data-id=\"2076\" data-full-url=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Drift_gas_Cosenza.png\" data-link=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/contributo-italiano-nsw\/drift_gas_cosenza-3\/\" class=\"wp-image-2076\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Drift_gas_Cosenza.png 2000w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Drift_gas_Cosenza-768x746.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/a><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Cosenza: Test di tenuta del gas su un pannello &#8220;drift&#8221;.<\/figcaption><\/figure><\/li><\/ul><figcaption class=\"blocks-gallery-caption\">Alcuni momenti della costruzione dei componenti delle camere Micromegas all&#8217;interno dei siti di costruzione italiani.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Un\u2019organizzazione di questo tipo ha richiesto evidentemente anche una logistica molto complessa, con una rete di trasporti e di forniture che dovevano anche essere ben temporizzati. <span style=\"font-size: revert; color: initial;\">Sono stati anni di grande impegno, con riunioni settimanali in cui si faceva il punto sulla situazione della produzione in tutti i siti e si discutevano i problemi riscontrati<\/span>. Gli anni tra il 2013 e il 2017 hanno visto la definizione del progetto e la realizzazione dei primi prototipi. Il lavoro di costruzione delle camere di produzione \u00e8 iniziato tra la fine del 2017 e l\u2019inizio del 2018 e si \u00e8 concluso nell\u2019autunno del 2020 quando l\u2019ultima camera \u00e8 stata spedita al CERN. \u00c8 stato un lavoro che ha coinvolto una cinquantina di persone tra fisici e tecnici. Tutti i gruppi hanno contribuito in modo molto rilevante, anche quelli che non hanno avuto un\u2019attivit\u00e0 costruttiva in sede.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Assemblaggio_Frascati.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1500\" height=\"1125\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Assemblaggio_Frascati.png\" alt=\"\" data-id=\"2091\" data-full-url=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Assemblaggio_Frascati.png\" data-link=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/contributo-italiano-nsw\/assemblaggio_frascati\/\" class=\"wp-image-2091\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Assemblaggio_Frascati.png 1500w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Assemblaggio_Frascati-300x225.png 300w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Assemblaggio_Frascati-1024x768.png 1024w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Assemblaggio_Frascati-768x576.png 768w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Assemblaggio_Frascati-400x300.png 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" \/><\/a><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Frascati: Assemblaggio Micromegas<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Camere_Frascati.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1048\" height=\"787\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Camere_Frascati.png\" alt=\"\" data-id=\"2061\" data-full-url=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Camere_Frascati.png\" data-link=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/contributo-italiano-nsw\/camere_frascati\/\" class=\"wp-image-2061\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Camere_Frascati.png 1048w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Camere_Frascati-768x576.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1048px) 100vw, 1048px\" \/><\/a><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Frascati: Test Micromegas<\/figcaption><\/figure><\/li><\/ul><figcaption class=\"blocks-gallery-caption\"> Frascati: assemblaggio (sinistra) e test (destra) di camere Micromegas. Nell&#8217;immagine a sinistra sono visibili due camere Micromegas all\u2019interno del telescopio di raggi cosmici e una sul carrello in attesa di essere testata.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quale \u00e8 stato il momento pi\u00f9 difficile?<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel periodo compreso tra l\u2019estate del 2016 e i primi mesi del 2018, il progetto di realizzazione delle Micromegas ha attraversato un momento di forte crisi. Infatti, dopo la realizzazione del primo assemblaggio in Italia, del cosiddetto \u201cmodulo 0\u201d, (estate del 2016) e dopo la realizzazione dei rispettivi \u201cmoduli 0\u201d degli altri siti costruttivi all\u2019estero (primi mesi del 2017), ci siamo trovati di fronte ad un problema molto serio, quello dell\u2019instabilit\u00e0 in alta tensione (HV) delle camere. Il problema, che era stato gi\u00e0 evidenziato per la verit\u00e0 su alcuni prototipi di dimensioni limitate realizzati al CERN precedentemente, fu attribuito all\u2019inizio alla cattiva qualit\u00e0 dei materiali utilizzati. Ma quando, tra la fine del 2017 e l\u2019inizio del 2018, furono realizzati i \u201cmoduli 1\u201d, cio\u00e8 i primi moduli di produzione costruiti utilizzando i materiali finali, e furono evidenziati gli stessi problemi di instabilit\u00e0, capimmo che il problema era pi\u00f9 serio di quanto pensassimo e che occorreva andare a fondo per identificarne l\u2019origine.<\/p>\n\n\n\n<p>Direi che i primi mesi del 2018 sono stati i pi\u00f9 difficili. Perch\u00e9 da un lato era molto forte la pressione dovuta alle tempistiche del programma di produzione, dall\u2019altra sapevamo che le camere, cos\u00ec come le stavamo costruendo, non avevano la qualit\u00e0 adeguata. Ricordo riunioni su riunioni e discussioni infinite. Devo dire che in quel periodo i colleghi del management dell\u2019esperimento ATLAS, in particolare il portavoce di allora, Karl Jakobs, e il Technical Coordinator, Ludovico Pontecorvo, furono molto presenti e attivi nel tentare di contribuire alla soluzione dei nostri problemi fornendoci tutti gli strumenti possibili. In qualche modo il progetto NSW fu posto al centro dell\u2019attenzione della collaborazione ATLAS. Credo di poter dire che il loro apporto sia stato molto importante.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quello pi\u00f9 emozionante?<\/h2>\n\n\n\n<p>Ho un ricordo specifico legato a quel periodo. Mi trovavo a Monaco, nel laboratorio dei nostri colleghi dell\u2019universit\u00e0 di Monaco LMU, in uno dei frequenti scambi che avevamo tra gruppi, e stavamo analizzando le loro camere. Mi chiam\u00f2 al telefono Mario Antonelli, responsabile della attivit\u00e0 a Frascati, che mi disse che i ricercatori di Frascati, rivedendo i disegni tecnici dei layout resistivi, si erano accorti della sostanziale differenza tra i layout dei due diversi tipi di pannelli di read-out (\u201ceta\u201d e \u201cstereo\u201d) che avevamo, e che questo poteva spiegare il diverso comportamento di instabilit\u00e0 che osservavamo tra i due tipi di pannelli. In effetti quello era uno dei pochi indizi che avevamo: gli \u201ceta\u201d sembravano andare significativamente meglio degli \u201cstereo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu quella l\u2019osservazione chiave da cui part\u00ec la comprensione di quella che si \u00e8 rivelata essere la principale causa del problema: gli strati resistivi forniscono una insufficiente protezione alle scariche elettriche dovute alle possibili impurezze.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu una svolta, perch\u00e9 in breve osservammo una chiara correlazione tra resistenza e stabilit\u00e0 dei settori, e da l\u00ec fu proposta, sempre dal gruppo di Frascati, la tecnica della passivazione che, al costo di una riduzione dell\u2019area sensibile, permette una operazione in maggiore stabilit\u00e0 del rivelatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 stato un contributo molto importante della collaborazione italiana all\u2019intero progetto NSW. Nel giro di pochi mesi, dopo numerose visite dei nostri tecnici e dei nostri ricercatori per spiegare la tecnica della passivazione, anche gli altri siti costruttivi all\u2019estero accettarono di adottare la stessa tecnica, e nel complesso la condizione di stabilit\u00e0 delle camere \u00e8 migliorata in modo molto significativo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quale \u00e8 stato l\u2019impatto della pandemia su questo lavoro?<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima parte della costruzione delle camere in Italia si \u00e8 svolta nel primo anno della pandemia, fino all\u2019autunno 2020. Con l\u2019eccezione del periodo di chiusura totale (primavera 2020), le attivit\u00e0 sono poi andate avanti a pieno ritmo, sempre nel rispetto delle linee guida dell\u2019INFN, grazie all\u2019impegno costante di tutti nei vari laboratori coinvolti. Lo stesso si pu\u00f2 dire delle attivit\u00e0 al CERN, sulle quali la pandemia ha di fatto avuto un impatto molto limitato. <span style=\"font-size: revert; color: initial;\">Ognuno di noi ha dato il massimo anche nei momenti pi\u00f9 bui della situazione pandemica, durante i quali tutti i test e gli studi necessari sono comunque stati portati avanti con grande senso di responsabilit\u00e0 e dedizione.<\/span><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa succeder\u00e0 ora che i due rivelatori sono istallati nella caverna di ATLAS?<\/h2>\n\n\n\n<p>Non era affatto scontato che si riuscisse a completare e installare entrambe le Wheel in ATLAS in tempo per l\u2019inizio del Run 3. Tant\u2019\u00e8 vero che avevamo preso in considerazione anche scenari diversi, tra cui quello di rimandare l\u2019installazione di una o addirittura di entrambe le Wheel al successivo periodo di manutenzione dell\u2019acceleratore, Long Shutdown 3, previsto nel 2025. A questo proposito, era anche stata valutata l\u2019eventualit\u00e0 di prendere dati in configurazione asimmetrica, con una nuova Wheel da un lato e una vecchia Wheel dall\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima fase della produzione delle camere \u00e8 stato un vero e proprio rush finale soprattutto per quei siti costruttivi che si sono trovati a fronteggiare difficolt\u00e0 maggiori. Per questa ragione, dopo la fine della nostra produzione, alcuni tecnici INFN hanno accettato di contribuire alla costruzione nel sito costruttivo francese (Saclay, vicino Parigi) che si trovava maggiormente in ritardo per ragioni legate alla qualit\u00e0 delle loro schede di read-out. \u00c8 stata installata una seconda linea di produzione a Saclay e i nostri tecnici hanno proficuamente collaborato con i colleghi francesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ultime camere sono arrivate al CERN nella primavera del 2021, e a pochi mesi di distanza, ambedue le Wheel sono state trasportate in caverna. Questo significa che \u00e8 stato fatto uno sforzo molto importante nelle attivit\u00e0 di integrazione e di commissioning al CERN, attivit\u00e0 alla quale hanno contribuito anche molti fisici e tecnici INFN.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/DoubleWedge_CERN.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"512\" height=\"384\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/DoubleWedge_CERN.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2062\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/DoubleWedge_CERN.jpg 512w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/DoubleWedge_CERN-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><figcaption>CERN: due &#8220;double-wedges&#8221; (strutture composte da quattro camere Micromegas) complete in attesa di essere montate sulle NSW.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ora si tratta di far funzionare il sistema in caverna e di integrarlo pienamente in ATLAS. Un lavoro molto complesso sia di carattere prettamente hardware (sistema del gas, cavi, connessioni) che software (sia dal lato dell\u2019acquisizione dati che dal lato della preparazione dei programmi per la ricostruzione delle tracce). L\u2019obiettivo \u00e8 avere il sistema integrato e completamente validato nel corso del 2022, ovvero il primo anno del Run 3.<\/p>\n\n\n\n<p>Aggiungo che in parallelo a questo si sta portando avanti uno studio per capire se potremo utilizzare una miscela gassosa contenente una piccola quantit\u00e0 di isobutano che permette un ulteriore miglioramento delle condizioni di stabilit\u00e0 dei rivelatori. Una delle cose che dovremo fare nei primi mesi del prossimo anno \u00e8 arrivare ad una decisione su questo tema.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 sono importanti questi nuovi rivelatori?<\/h2>\n\n\n\n<p>Lo spettrometro a muoni di ATLAS permette di rivelare i muoni che vengono prodotti nelle collisioni protone-protone in un\u2019ampia finestra di accettanza, che va da tracce perpendicolari ai fasci (pseudorapidit\u00e0 \u03b7 = 0, nel gergo degli esperimenti ai collider) fino a tracce quasi parallele ai fasci (fino a \u03b7 = 2.5).<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, la regione a pi\u00f9 alta pseudorapidit\u00e0 \u00e8 anche quella in cui \u00e8 previsto un fondo di particelle pi\u00f9 elevato in termini di numero di particelle per unit\u00e0 di tempo e superficie. Con l\u2019aumento della luminosit\u00e0 previsto per i prossimi run di LHC questo fondo diventa davvero molto elevato, al punto che i rivelatori delle vecchie Wheel non avrebbero garantito un funzionamento adeguato. \u00c8 stato dunque necessario operare questa sostituzione, per permettere all\u2019esperimento di rivelare i muoni in tutta la finestra di accettazione. In questo modo, tutte le ricerche che richiedono l\u2019osservazione e la misura di muoni nello stato finale, possono utilizzare l\u2019intera accettanza e non perdere dunque una parte del segnale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Cesare Bini, docente di Fisica Sperimentale della Sapienza Universit\u00e0 di Roma, coordinatore della collaborazione New Small Wheel (NSW) nell\u2019ambito di ATLAS-Italia dal 2016.<\/p>\n","protected":false},"author":139,"featured_media":2094,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[17],"ppma_author":[87],"class_list":["post-2050","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-atlas","tag-featured"],"authors":[{"term_id":87,"user_id":0,"is_guest":1,"slug":"cap-lapertosa","display_name":"Alessandro Lapertosa","avatar_url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/?s=96&d=mm&r=g","0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2050","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/users\/139"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2050"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2050\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2093,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2050\/revisions\/2093"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2094"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2050"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=2050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}