
{"id":2240,"date":"2022-08-11T08:21:52","date_gmt":"2022-08-11T06:21:52","guid":{"rendered":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/?p=2240"},"modified":"2022-10-13T13:38:25","modified_gmt":"2022-10-13T11:38:25","slug":"ichep-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/ichep-2022\/","title":{"rendered":"ICHEP 2022 ha scelto Bologna"},"content":{"rendered":"\n<p>Si \u00e8 da poco conclusa a Bologna ICHEP 2022, la 41esima edizione del ciclo di conferenze che da pi\u00f9 di 70 anni coinvolge fisici di tutto il mondo. ICHEP, International Conference on High Energy Physics, \u00e8 la pi\u00f9 importante conferenza internazionale di fisica delle alte energie nella quale, ogni due anni, la comunit\u00e0 scientifica che si occupa di fisica delle particelle, astrofisica, cosmologia e tecnologia degli acceleratori si ritrova per presentare e discutere i risultati pi\u00f9 rilevanti prodotti nell\u2019ultimo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p>ICHEP \u00e8 la conferenza di riferimento di questa comunit\u00e0, uno degli appuntamenti pi\u00f9 attesi. Proprio durante questi eventi, negli anni, sono state annunciate scoperte epocali, come nel 2012 quella dell\u2019osservazione del bosone di Higgs, ed \u00e8 inoltre un\u2019occasione per discutere le strategie ed i piani per il futuro della ricerca nei vari campi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019edizione di quest\u2019anno, la prima di ICHEP in Italia, segna con grande successo il ritorno all\u2019evento in presenza dopo l\u2019emergenza pandemica, con una partecipazione di circa 1500 scienziati e scienziate provenienti da ogni parte del pianeta, di cui pi\u00f9 di 1200 si sono ritrovati fisicamente a Bologna. In Figura 1 si possono vedere tutti i partecipanti immortalati all\u2019interno dell\u2019Europa Auditorium durante la foto di gruppo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig1_ICHEP.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig1_ICHEP-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2239\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig1_ICHEP-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig1_ICHEP-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig1_ICHEP-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig1_ICHEP-400x225.jpg 400w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig1_ICHEP.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Figura 1: Foto di gruppo dei partecipanti alla conferenza ICHEP 2022 scattata all\u2019interno dell\u2019Europa Auditorium alla Fiera Congressi di Bologna.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Come tutte le edizioni, anche quella di quest\u2019anno ha visto la presenza di eminenti fisici tra i quali il premio Nobel Takaaki Kajita, la direttrice del CERN Fabiola Gianotti ed i direttori dei pi\u00f9 importanti laboratori mondiali di fisica delle alte energie, oltre ad una folta platea di giovani ricercatori e studenti che costituiscono la linfa vitale della ricerca e che contribuiscono a creare un ambiente stimolante, ricco di discussione e scambi di idee, in cui il fisico affermato ed il giovane studente possono interagire da pari a pari.<\/p>\n\n\n\n<p>17 sessioni parallele, 3 giorni di plenarie, circa 900 contributi orali e 250 poster: questi i numeri per discutere gli ultimi entusiasmanti risultati dei numerosi esperimenti di fisica delle particelle, i recenti sviluppi dei rivelatori, le nuove applicazioni di machine learning, ma anche per parlare di come la ricerca collabora con l\u2019industria, come fare divulgazione ed affrontare il tema della diversit\u00e0 e dell\u2019inclusione nel mondo della scienza.<\/p>\n\n\n\n<p>In vista di questo importante appuntamento la collaborazione ATLAS ha pubblicato 30 nuovi risultati che vanno dalle misure di precisione del bosone di Higgs e delle particelle del Modello Standard alla ricerca di meccanismi nuova fisica. I risultati, ottenuti con i dati raccolti durante il RUN 2 di LHC (periodo che va dal 2015 al 2018) a un&#8217;energia di collisione protone-protone di 13 TeV, sono stati presentati dai membri della collaborazione ATLAS in 71 presentazioni orali durante le sessioni parallele e 59 poster. Nonostante il pochissimo tempo a disposizione per fare le analisi, i ricercatori della collaborazione sono riusciti a mostrare ad ICHEP i primi risultati delle prestazioni ottenute dal rivelatore con i primi dati del RUN 3, partito il 5 luglio 2022, pochi giorni prima dell&#8217;inizio della conferenza.<\/p>\n\n\n\n<p>I risultati pi\u00f9 interessanti della collaborazione sono riportati nel seguito.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Identikit del bosone di Higgs<\/h2>\n\n\n\n<p>La conferenza ICHEP si \u00e8 svolta durante una settimana memorabile per la fisica delle particelle, iniziata con la celebrazione del decimo anniversario della scoperta del bosone di Higgs (4 luglio 2012). Per festeggiare l\u2019evento la collaborazione ATLAS ha pubblicato l\u2019insieme pi\u00f9 completo e preciso delle misure delle propriet\u00e0 del bosone di Higgs e delle sue interazioni con le altre particelle fondamentali, con l\u2019obiettivo di verificarne la consistenza con la teoria del Modello Standard.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La massa<\/strong>, per esempio, un parametro libero nel Modello Standard, pu\u00f2 svelarci molto sulla natura di questa particella, infatti la sua determinazione \u00e8 fondamentale per prevedere i modi in cui il bosone di Higgs pu\u00f2 decadere ed essere prodotto. La collaborazione ATLAS ha misurato la massa del bosone di Higgs con una precisione senza precedenti studiandone il decadimento in una coppia di bosoni Z, che a loro volta decadono ciascuno in una coppia di elettroni o muoni. Grazie agli sforzi fatti per migliorare la determinazione della quantit\u00e0 di moto dei muoni e alle nuove tecniche di analisi dei dati, la massa del bosone di Higgs \u00e8 stata misurata in <strong>124,99 GeV <\/strong>con una precisione dello <strong>0,15%<\/strong>, in buon accordo con le misure precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per capire le caratteristiche del bosone di Higgs, oltre alle misure dirette delle propriet\u00e0, occorre studiare l\u2019interazioni con le altre particelle fondamentali, in particolare osservarne i molteplici modi di<strong> produzione<\/strong> e <strong>decadimento<\/strong>. Infatti, alcune particelle, ad es. il bosone W o Z, possono interagire direttamente con il bosone di Higgs in fase di produzione o di decadimento, altre invece, pi\u00f9 pesanti, come il quark top, o senza massa, come gluoni e fotoni, possono interagire soltanto <em>virtualmente<\/em>. Per capire queste diverse modalit\u00e0 di produzione e di decadimento occorre combinare pi\u00f9 misure possibili prendendo in considerazione differenti stati iniziali e finali. L\u2019ultimo risultato pubblicato da ATLAS riporta la combinazione delle misure di produzione del bosone di Higgs tramite i meccanismi di fusione di gluoni (<em>gluon fusion<\/em>), fusione di bosoni vettori (<em>vector-boson fusion<\/em>) e in associazione a un quark top o a un bosone elettrodebole (W o Z), mentre, per quanto riguarda il decadimento, sono stati studiati gli stati finali in coppie di bosoni W o Z, fotoni, leptoni tau, quark bottom o charm, muoni e nell&#8217;associazione di un bosone Z con un fotone. Tutte queste misure sono in accordo con i valori attesi del Modello Standard con una precisione via via sempre migliore. In particolare, il numero di eventi di Higgs osservati \u00e8 stato misurato con una incertezza di solo il 6%, che corrisponde a un miglioramento del 30% rispetto al valore precedente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bosone di Higgs \u00e8 ritenuto responsabile, tramite il meccanismo di Higgs, della generazione della massa delle particelle. Tale meccanismo si basa sul presupposto fondamentale che la <strong>forza di interazione<\/strong> di una data particella con il bosone di Higgs sia proporzionale alla massa della particella stessa. Il risultato combinato pubblicato da ATLAS fornisce un&#8217;ulteriore prova di questa proporzionalit\u00e0, come mostrato nella Figura 2, avvallando l\u2019ipotesi teorica del Modello Standard. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig2_ICHEP.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"977\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig2_ICHEP-977x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2238\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig2_ICHEP-977x1024.jpg 977w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig2_ICHEP-286x300.jpg 286w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig2_ICHEP-768x805.jpg 768w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig2_ICHEP-400x419.jpg 400w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig2_ICHEP.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 977px) 100vw, 977px\" \/><\/a><figcaption>Figura 2: &#8220;Forza di interazione&#8221; (\u03ba) per diversi tipi di particelle al bosone di Higgs in funzione della massa della particella. Vengono mostrati i risultati per quark top (t), bosone W e Z, quark bottom (b), leptoni tau (\u03c4), quark charm (c) e muoni (\u03bc). Questi risultati sono ottenuti dalla combinazione di misure del bosone di Higgs. (Immagine: collaborazione ATLAS\/CERN)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Inoltre, i ricercatori hanno esaminato la <strong>cinematica<\/strong> degli eventi in cui viene prodotto un bosone di Higgs, osservando, ad esempio, la quantit\u00e0 di moto trasverso o il numero di \u201cgetti&#8221; di particelle aggiuntive che vengono prodotte. La conoscenza dei processi fondamentali in gioco durante la produzione del bosone di Higgs \u00e8 cruciale in quanto potrebbe rivelare contributi di nuovi processi fisici sconosciuti che hanno un impatto solo indiretto o molto debole nella produzione del bosone di Higgs. Anche in questo caso non sono state riscontrate deviazioni significative dalle aspettative del Modello Standard.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo parametro importante da studiare per terminare il nostro identikit \u00e8 l\u2019<strong>auto-interazione<\/strong> del bosone di Higgs con s\u00e9 stesso. Questa propriet\u00e0 \u00e8 direttamente connessa alla forma del potenziale di Higgs e pu\u00f2 quindi aiutarci a comprendere cosa sia successo nelle prime fasi dell\u2019Universo, fornendoci informazioni sia sulla evoluzione che sulla stabilit\u00e0 dell\u2019Universo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Per misurare l\u2019auto-interazione occorre studiare stati finali in cui si abbia una produzione di coppie di Higgs (dette di-Higgs). Tale processo \u00e8 molto raro e per effettuare la misura sono state combinate le misure del decadimento di di-Higgs in stati finali composti da quattro quark bottom, due quark bottom e due leptoni tau, oppure due quark bottom e due fotoni. L\u2019insieme dei dati raccolti da ATLAS durante il RUN 2 contiene solo diverse migliaia di eventi di di-Higgs, il che non \u00e8 sufficiente per effettuare una misura statisticamente significativa di questo processo. Pertanto, i ricercatori hanno fissato un limite al tasso di produzione di-Higgs stabilendo che esso non possa essere superiore a 2,4 volte il valore previsto dal Modello Standard, con un livello di confidenza del 95%. Tale limite \u00e8 al momento il pi\u00f9 stringente per questo rarissimo processo e ha permesso di migliorare del 30% i vincoli posti sulla forza di auto-interazione dell\u2019Higgs cos\u00ec come di escludere con certezza alcune forme di potenziale. Risultati cos\u00ec spettacolari sono stati resi possibili grazie ai miglioramenti apportati alla selezione degli eventi che ha permesso di riconoscere, tra i processi previsti dal Modello Standard, molto pi\u00f9 comuni e con firme simili, i rari eventi di-Higgs.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Novit\u00e0 nella polarizzazione dei bosoni vettori<\/h2>\n\n\n\n<p>I bosoni W e Z, portatori della forza debole, hanno una massa considerevole in quanto interagiscono fortemente con il bosone di Higgs. Questo li rende dei buoni candidati per investigare i meccanismi di interazione fra bosoni, fondamentali per comprendere le leggi che regolano l\u2019evoluzione dell&#8217;Universo. Una delle propriet\u00e0 che fornisce le informazioni pi\u00f9 interessanti sulle interazioni multi-bosone \u00e8 la polarizzazione, ovvero la proiezione dello spin della particella su di una data direzione, per esempio la direzione di movimento o comunemente detta direzione di volo. &nbsp;Le particelle dotate di massa, come i bosoni W e Z, possono avere componenti di polarizzazione sia trasversale che longitudinale rispetto alla direzione di volo. La misura della polarizzazione congiunta nella produzione di pi\u00f9 bosoni \u00e8 un\u2019osservabile molto efficace per rivelare eventuali effetti di nuova fisica, non previsti dal Modello Standard.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo, le interazioni multi-bosone sono rare e la polarizzazione longitudinale congiunta dei bosoni W e Z rappresenta solo il 7% di tutti gli eventi WZ. Tuttavia, l&#8217;ampio campione di dati raccolto dall&#8217;esperimento ATLAS e le sofisticate tecniche di analisi, come gli algoritmi di apprendimento automatico (<em>machine learning<\/em>), hanno consentito ai ricercatori di osservare per la prima volta la polarizzazione longitudinale simultanea dei bosoni W e Z. La prima osservazione di questa grandezza, ricavata studiando i bosoni Z che decadono in elettroni o muoni e i bosoni W che decadono in un elettrone o muone e un neutrino, \u00e8 stata presentata ad ICHEP dalla collaborazione ATLAS. I ricercatori sono stati in grado di determinare gli stati di polarizzazione dei bosoni W e Z iniziali grazie alla definizione di osservabili angolari ricavabili dai prodotti di decadimento ricostruiti. Il risultato \u00e8 stato l\u2019osservazione di una correlazione tra gli stati di polarizzazione dei bosoni W e Z quando vengono prodotti simultaneamente. Si \u00e8 osservato infatti che la percentuale di polarizzazione longitudinale nella produzione congiunta risulta diversa rispetto a quella misurata nella produzione di un singolo bosone W o Z.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tetraquark al charmonio<\/h2>\n\n\n\n<p>I quark, una famiglia di particelle fondamentali, sono i mattoni dei nuclei atomici. La forza forte, una forza attrattiva che agisce su di essi, fa s\u00ec che formino stati legati come protoni e neutroni. Fino a poco tempo fa erano noti solo stati legati di due o tre quark, poi gli esperimenti hanno iniziato a riportare osservazioni di stati legati a quattro quark, chiamati <em>tetraquark<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla conferenza ICHEP, i ricercatori di ATLAS hanno presentato la loro prima osservazione di alcuni stati compatibili con dei tetraquark. La misura riportata indica che i tetraquark osservati da ATLAS sono costituiti da quattro quark di tipo charm e hanno una massa di circa 7 GeV, come mostrato nella Figura 3. I tetraquark qui citati sono stati osservati studiando il loro decadimento nello stato finale composto da quattro muoni sfruttando una particolare caratteristica, sviluppata appositamente per lo studio degli stati legati di quark a basse masse, in grado di selezionare eventi contenenti muoni a basso impulso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig3_ICHEP.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"984\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig3_ICHEP-1024x984.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2237\" srcset=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig3_ICHEP-1024x984.jpg 1024w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig3_ICHEP-300x288.jpg 300w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig3_ICHEP-768x738.jpg 768w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig3_ICHEP-400x384.jpg 400w, https:\/\/web.infn.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fig3_ICHEP.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Figura 3: Massa ricostruita di eventi con quattro muoni. Le strutture dei picchi sono coerenti con la produzione di stati legati a quattro quark (&#8220;tetraquarks&#8221;). Le linee indicano i modelli per le risonanze e i fondi. (Immagine: collaborazione ATLAS\/CERN)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Testo a cura di Laura Fabbri e Giuseppe Carratta.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonti: Elisabeth Schopf, <em><a href=\"https:\/\/atlas.cern\/updates\/news\/highlights-ichep2022\">ATLAS Highlights from ICHEP 2022<\/a><\/em>, 22 July 2022. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 da poco conclusa a Bologna ICHEP 2022, la 41esima edizione del ciclo di conferenze che da pi\u00f9 di 70 anni coinvolge fisici di tutto il mondo. 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