
{"id":431,"date":"2013-12-06T18:29:01","date_gmt":"2013-12-06T18:29:01","guid":{"rendered":"http:\/\/webusers.fis.uniroma3.it\/atlas\/?p=431"},"modified":"2020-11-20T10:21:10","modified_gmt":"2020-11-20T09:21:10","slug":"contributo-italiano-al-rivelatore-lucid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/contributo-italiano-al-rivelatore-lucid\/","title":{"rendered":"Contributo italiano al rivelatore LUCID"},"content":{"rendered":"<p>Lucid &#8211; misura di luminosit\u00e0 in ATLAS<br \/>\nby Riccardo Di Sipio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La luminosit\u00e0 \u00e8 il parametro pi\u00f9 rilevante di un collisionatore (insieme alla sua energia), in quanto determina la frequenza con cui i vari processi fisici, ognuno caratterizzato da una certa probabilit\u00e0 di essere prodotto nelle interazioni, si verificano. E` fondamentale misurare in maniera continua la luminosit\u00e0 effettivamente fornita dall&#8217;acceleratore sia per misurare le probabilit\u00e0 fisiche di produzione dei diversi processi fisici, sia per monitorare il corretto funzionamento del collisionatore. Tale misura e monitoraggio deve essere fatta collisione per collisione, quindi ad una frequenza di 40 milioni di volte al secondo!<br \/>\nIn ATLAS tale misura \u00e8 fornita dal rivelatore LUCID (Luminosity measurement using Cherenkov Integrating Detector), che sfrutta l&#8217;effetto Cherenkov per rilevare le particelle provenienti dal punto di interazione e convertire, con opportuni algoritmi, tale misura in una misura della luminosit\u00e0. L&#8217;effetto Cherenkov consiste nella produzione di luce che si verifica quando una particella carica attraversa un mezzo ad una velocit\u00e0 superiore alla velocit\u00e0 che la luce avrebbe in tale mezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il LUCID \u00e8 costituito da due contenitori a tronco di cono di circa 1.5 metri di lunghezza e 40 cm di diametro, montati attorno alla linea di fascio a circa 17 metri dal punto di interazione. Ognuno contiene 20 tubi di alluminio internamente lavorati al fine di migliorarne la riflettivit\u00e0. I tubi sono riempiti di gas C4F10 che, grazie al suo elevato indice di rifrazione, \u00e8 un ottimo radiatore di luce Cherenkov. Ogni tubo \u00e8 collegato ad un fotomoltiplicatore che legge il segnale di luce prodotto e lo trasforma in un segnale elettrico, utilizzato dall&#8217;elettronica di lettura per segnalare il passaggio della particella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LUCID \u00e8 stato progettato per lavorare in un ambiente caratterizzato da una radiazione elevatissima senza degradare le proprie prestazioni nel tempo. L&#8217;intero rivelatore \u00e8 stato progettato e realizzato dalla Sezione di Bologna dell&#8217;INFN in tutti i suoi aspetti, dalla meccanica all&#8217;elettronica fino all&#8217;insieme dei software necessari per la misura della luminosit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lucid &#8211; misura di luminosit\u00e0 in ATLAS by Riccardo Di Sipio La luminosit\u00e0 \u00e8 il parametro pi\u00f9 rilevante di un collisionatore (insieme alla sua energia), in quanto determina la frequenza con cui i vari processi fisici, ognuno caratterizzato da una certa probabilit\u00e0 di essere prodotto nelle interazioni, si verificano. 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