
{"id":436,"date":"2013-12-06T18:39:46","date_gmt":"2013-12-06T18:39:46","guid":{"rendered":"http:\/\/webusers.fis.uniroma3.it\/atlas\/?p=436"},"modified":"2020-11-20T10:21:10","modified_gmt":"2020-11-20T09:21:10","slug":"il-contributo-italiano-al-calorimetro-ad-argon-liquido","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/il-contributo-italiano-al-calorimetro-ad-argon-liquido\/","title":{"rendered":"Contributo Italiano al Calorimetro ad Argon Liquido"},"content":{"rendered":"<p>Calorimetri ad argon liquido<br \/>\nby Francesco Tartarelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gruppo di Milano ha contributo al calorimetro elettromagnetico ad argon liquido di ATLAS fin dalle prime fasi del suo sviluppo. Alcuni dei principali contributi forniti alla sua costruzione e al suo funzionamento sono brevementi descritti nel seguito.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-441\" src=\"http:\/\/webusers.fis.uniroma3.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/liqarg_0.gif\" alt=\"liqarg_0\" width=\"200\" height=\"150\" \/><\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\">Il cuore del calorimetro elettromagnetico ad argon liquido \u00e8 costituito dagli elettrodi di lettura. Gli elettrodi sono dei grandi circuiti stampati multistrato flessibili di rame e kapton, che hanno il compito di distribuire l\u2019alta tensione nello strato di argon liquido tra elettrodo e assorbitore e di raccogliere la carica di ionizzazione prodotta dal passaggio di una particella nel calorimetro.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costruzione degli elettrodi ha richiesto una complessa attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo a causa delle loro grandi dimensioni: fino a circa due metri quadrati rispetto alle poche decine di centimetri quadrati dei circuiti generalmente costruiti dalle industrie. Il gruppo di Milano ha dato un contributo fondamentale alla progettazione degli elettrodi, sin dai test dei primi prototipi (test di laboratorio e test con fasci di prova) e ha seguito la fase di industrializzazione e della produzione di serie (circa 5000 elettrodi per la parte barrel e end-cap del calorimetro elettromagnetico).<br \/>\nInoltre ha costruito macchine di test (utilizzate sia nell\u2019industria costruttrice che nei nostri laboratori) per verificare che gli elettrodi prodotti soddisfassero le stringenti richieste necessarie per essere installati nei moduli del calorimetro (tolleranze geometriche e propriet\u00e0 elettriche).<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-441\" src=\"http:\/\/webusers.fis.uniroma3.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/liqarg_1.gif\" alt=\"liqarg_1\" width=\"200\" height=\"150\" \/><\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\">Il gruppo di Milano ha partecipato fin dalle prime fasi al programma di ricerca e sviluppo per la realizzazione dei preamplificatori, circuiti elettronici che hanno il compito di fornire la prima amplificazione al piccolo segnale elettrico rilasciato da una particella nelle celle del calorimetro; perche\u2019 esso possa poi essere elaborato, digitalizzato e trasferito alle fasi successive della catena di acquisizione.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Circa 100,000 preamplificatori (la met\u00e0 di tutti i preamplificatori neccessari al funzionamento del calorimetro elettromagnetico) sono stati costruiti e provati (con procedure ed apparecchiature da noi sviluppate) da una ditta italiana, sotto la supervisione del gruppo di Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ulteriori test per il controllo di qualit\u00e0 della produzione sono stati effettuati nei nostri laboratori.<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-441\" src=\"http:\/\/webusers.fis.uniroma3.it\/atlas\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/liqarg_2.gif\" alt=\"liqarg_2\" width=\"200\" height=\"150\" \/><\/td>\n<td style=\"text-align: justify;\">I calorimetri sono costituiti oltre che da rivelatori sensibili al passaggio di una particella anche da una fitta rete di cavi, tubi e strutture di servizio che trasportano i segnali, le alimentazioni, e l\u2019acqua di raffreddamento per l\u2019elettronica. La progettazione della rete di servizi \u00e8 particolarmente complessa a causa dell\u2019ambiente ostile (radiazioni, presenza di campo magnetico, poco spazio disponibile) e deve essere particolarmente affidabile data l\u2019impossibilit\u00e0 ad accedere alle parti interne del rivelatore durante la fase di presa dati.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gruppo di Milano ha progettato e realizzato i servizi per i due calorimetri end-cap ad argon liquid e li ha successivamente installati in ATLAS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Completata la costruzione e messa in funzione del calorimetro, il gruppo di Milano \u00e8 coinvolto nella gestione del sistema di alta tensione che fornisce e controlla le alimentazioni necessarie alle circa 5000 linee necessarie al funzionamento del calorimetro. Si tratta di un sistema complesso di controllo, per il quale il gruppo ha sviluppato il software, che partendo da programmi e standard di tipo industriale risponde alle esigenze tipiche di un esperimento di fisica. Gli strumenti sviluppati sono stati integrati nel pi\u00f9 generale sistema DCS (Detector Control System) di ATLAS. Essi garantiscono l\u2019operativit\u00e0 quotidiana del calorimetro durante la presa dati dalla control room dell\u2019esperimento, gestendo situazioni anomale e permettendo un tempestivo intervento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito della calibrazione del calorimetro elettromagnetico, il gruppo ha inizialmente messo a punto un metodo per ricostruire dal segnale campionato degli eventi (utilizzando una tecnica nota come Optimal Filtering) la miglior stima della sua ampiezza e temporizzazione. Successivamente, utilizzando i segnali cosi ricostruiti, il gruppo ha sviluppato ulteriori correzioni per una determinazione ottimale dell\u2019energia di elettroni e fotoni generati nelle collisioni e dell\u2019energia trasversa mancante nel calorimetro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Calorimetri ad argon liquido by Francesco Tartarelli Il gruppo di Milano ha contributo al calorimetro elettromagnetico ad argon liquido di ATLAS fin dalle prime fasi del suo sviluppo. Alcuni dei principali contributi forniti alla sua costruzione e al suo funzionamento sono brevementi descritti nel seguito. 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