
{"id":798,"date":"2016-01-26T18:51:27","date_gmt":"2016-01-26T18:51:27","guid":{"rendered":"http:\/\/webusers.fis.uniroma3.it\/atlas\/?p=798"},"modified":"2020-11-20T10:20:44","modified_gmt":"2020-11-20T09:20:44","slug":"il-trigger-e-lacquisizione-dei-dati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.infn.it\/atlas\/il-trigger-e-lacquisizione-dei-dati\/","title":{"rendered":"Il trigger e l&#039;acquisizione dei dati"},"content":{"rendered":"<h3>Scritto da Enrico Pasqualucci, aggiornato da Andrea Negri<\/h3>\n<h2><span style=\"color: #993300;\">Introduzione<\/span><\/h2>\n<div style=\"text-align: justify;\">Con <strong>trigger<\/strong> intende la selezione in linea degli eventi prodotti nell&#8217;apparato sperimentale nelle interazioni p-p. Gli eventi selezionati, sotto forma di informazioni digitali, vengono poi acquisiti e memorizzati dal sistema di acquisizione dati per essere poi processati offline con i programmi di analisi dati preparati dai fisici della Collaborazione<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema di Trigger e Acquisizione Dati di ATLAS (<strong>TDAQ<\/strong>) opera in un ambiente sperimentale particolarmente difficile e nuovo quale quello di LHC, caratterizzato da 10<sup>9<\/sup> interazioni al secondo, un rivelatore complesso e di grandi dimensioni con circa 10<sup>8 <\/sup>canali di lettura, una frequenza di collisione dei bunch di protoni di 40 MHz che richiede una decisione del trigger sulla bont\u00e0 dell&#8217;evento ogni 25 ns e con una limitazione di scrittura dati su memoria di massa che nel run 2 sar\u00e0 di circa 1 GB\/s.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;obbiettivo primario del TDAQ di ATLAS \u00e8 quello di separare con elevata efficienza i processi di fisica rari dalla maggioranza degli eventi di fondo. Il sistema deve inoltre possedere grande flessibilit\u00e0 in modo da potersi adattare alle condizioni variabili di luminosit\u00e0, fondo e misure di fisica. A tale scopo il TDAQ \u00e8 realizzato su vari livelli di selezione che operano globalmente una riduzione della frequenza degli eventi di un fattore di circa 10<sup>5<\/sup>, applicando in sequenza criteri di selezione di complessit\u00e0 crescente.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #993300;\">Architettura del sistema TDAQ<\/span><\/h2>\n<p>Una rappresentazione schematica dell&#8217;architettura TDAQ di ATLAS \u00e8 riportata in Fig. 1.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas-wp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tdaq_000.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-801 aligncenter\" src=\"https:\/\/web.infn.it\/atlas-wp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tdaq_000-320x203.png\" alt=\"tdaq_000\" width=\"320\" height=\"203\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trigger di primo livello (<strong>L1<\/strong>) \u00e8 realizzato con hardware dedicato e opera una selezione rapida e mirata degli eventi, analizzando i dati provenienti dai <a href=\"https:\/\/web2.infn.it\/atlas\/index.php\/calorimetri\">calorimetri<\/a> e dalle camere di trigger dello <a href=\"https:\/\/web2.infn.it\/atlas\/index.php\/spettrometro\">spettrometro per muoni<\/a>. Non \u00e8 possibile, a causa della complessit\u00e0 delle informazioni da analizzare, utilizzare anche l&#8217;Inner Detector a questo stadio di selezione. Il tempo di latenza (ossia il tempo disponibile ad elaborare e distribuire la decisione del trigger) \u00e8 fissato a 2.5 \u03bcs e la frequenza degli eventi accettati non deve superare 100 kHz. Durante l&#8217;elaborazione i dati vengono conservati in memorie cosiddette <em>pipeline<\/em> realizzate in circuiti appositamente sviluppati e altamente integrati (<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Application_specific_integrated_circuit\">ASIC<\/a>) e posizionati sui rivelatori (FE in figura), ossia vicinissimi a dove viene prodotto il segnale successivamente convertito in informazione digitale. I dati relativi agli eventi selezionati dal L1 vengono trasportati dai sistema di lettura (<em>readout<\/em>) nelle memorie tampone del sistema di acquisizione dati (<strong><em>ROB<\/em><\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I trigger di alto livello (<strong>HLT<\/strong>) sono invece composti da <em>farm<\/em> di processori commerciali che accedono ai dati contenuti nei <em>ROB<\/em>. All&#8217;inizio del run 2, nella primavera del 2015, la <em>farm<\/em> sar\u00e0 composta da circa 20000 processori (<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Core_%28Hardware%29\">core<\/a>) collegati da una rete a grande velocit\u00e0 basata su fibre ottiche a 10Gb\/s. Gli HLT hanno il compito di ridurre il rate dai 100 kHz di uscita del L1 ad un valore ritenuto gestibile per la successiva fase di analisi dati: 500-1000 Hz, corrispondenti a ~ 1 GB\/s. Gli HLT sono logicamente divisi in due livelli virtuali: il livello 2 (<strong>L2<\/strong>), che effettua una prima selezione accedendo esclusivamente ai dati corrispondenti alle regioni di interesse (<strong>RoI<\/strong>) indicate dall&#8217;L1, e l&#8217;event filter (<strong>EF<\/strong>), che invece opera su tutti i dati associati all&#8217;evento in questione. Siccome in ogni evento le RoI corrispondono a una piccola frazione percentuale dei dati (~5%), l&#8217;utilizzo del L2 permette una drastica riduzione della banda di acquisizione. Gli eventi accetati dal L1 sono distribuiti ai processori della farm: ognuno di essi esegue in successione gli algoritmi di selezione di L2 ed EF e, nel caso l&#8217;evento sia accetto, lo invia ai nodi di archiviazione (<strong>Data Logger<\/strong>). Questi ultimi salvano temporaneamente i dati su dischi locali e li inviano successivamente al sistema di storage del cern.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso del run 2, le potenzialit\u00e0 del sistema TDAQ saranno estese attraverso l&#8217;installazione del tracciatore hardware FastTracKer (<strong>FTK<\/strong>), un sistema massivamente parallelo basato su memorie associative. FTK sar\u00e0 in grado di ricostruire in pochi microsecondi le traiettorie delle particelle nei rivelatori interni e renderele disponibili agli algoritmi di HLT.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scritto da Enrico Pasqualucci, aggiornato da Andrea Negri Introduzione Con trigger intende la selezione in linea degli eventi prodotti nell&#8217;apparato sperimentale nelle interazioni p-p. 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