Dopo il rivelatore a pixel, le particelle attraversano 10 strati di rivelatori a microstrip di silicio, l'ultimo dei quali e' situato ad un raggio di 130 cm.

Il rivelatore a microstrip di silicio e' costituito di quattro strati interni barrel (TIB), assemblati in gusci cilindrici con due "tappi" (endcaps) interni, ognuno composto di 3 piccoli dischi. Il barrel esterno del rivelatore e' costituito di 6 strati concentrici. Infine due endcap (TEC) chiudono il tracciatore. Ogni strato e' formato da moduli al silicio con caratteristiche diverse a seconda della posizione all'interno del rivelatore.

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Questo rivelatore contiene 15200 moduli di alta precisione per un totale di 10 milioni di strips lette da 80000 chip microelettronici. Ogni modulo consiste di tre elementi: un insieme di sensori, la loro struttura di supporto meccanica e l'elettronica di lettura.

I sensori al silicio sono adatti per ricevere un'alta densita' di particelle per merito della loro rapida risposta e buona precisione spaziale. I rivelatori al silicio funzionano in modo simile ai pixels: quando una particella carica attraversa il materiale ne ionizza gli atomi estraendone gli elettroni piu' esterni e questi, sotto l'effetto di un campo elettrico applicato, si muovono verso le strip dando luogo ad un piccolo impulso elettrico che dura qualche nanosecondo (un miliardesimo di secondo). Questa piccola quantita' di carica viene poi amplificata dai chips APV25, fornendoci un punto (hit) quando passa una particella, permettendoci di ricostruirne la traiettoria.

Il tracciatore e la sua elettronica sono "bombardati" da radiazioni e sono stati disegnati per sostenere questi effetti. Per ridurre al minimo questi effetti il rivelatore e' mantenuto a -20 gradi centigradi, in modo da "congelare" ogni danno e prevenirne la propagazione.