sulla sinistra figura a mezzobusto sorridente con le braccia conserte che indossa camice e cuffia. a destra schermo di computer che mostra immagine in falsi colori di un wafer in silicio

Stay close to the tools: perché la prossimità tecnologica è la chiave del trasferimento tecnologico all’INFN

Il punto di vista di Manuel Rolo, ricercatore INFN e componente del Comitato Nazionale per il Trasferimento Tecnologico

Quando i problemi superano i confini del conosciuto, l’innovazione incrementale non basta: occorre creare l’inedito, anche senza la certezza che una soluzione sia possibile. La tecnologia che l’INFN sviluppa nello svolgimento della sua missione primaria di ricerca in fisica fondamentale è spesso di rottura.

In un’epoca storica in cui i rapidi cambiamenti tecnologici – in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale – possono rendere rapidamente obsolete le strategie di alto livello, il lavoro di ricerca e sviluppo all’INFN consente di rimanere vicini agli strumenti. Questo approccio incoraggia un coinvolgimento diretto e continuo con gli aspetti tecnici del nostro lavoro. Dal mio punto di vista, l’organizzazione della ricerca all’INFN promuove così una prossimità sociale ed epistemica unica nel panorama europeo. Spetta al Comitato Nazionale per il Trasferimento Tecnologico (CNTT) creare le condizioni affinché questa inestimabile conoscenza tacita possa trasformarsi in innovazione ad alto valore economico e sociale.

La comunità dell’INFN è ampia e altamente integrata, e comprende ingegneri, tecnici e amministrativi, fisici teorici e sperimentali. Insieme, queste figure ideano, progettano e realizzano acceleratori e rivelatori innovativi. Il lavoro si svolge in laboratori che sono veri e propri spazi di produzione della conoscenza, nei quali si affrontano fin dalle prime fasi anche gli aspetti di scalabilità, di costo e di solidità delle catene di approvvigionamento e produzione, elementi essenziali per la realizzazione di macchine e rivelatori ad altissime prestazioni.

Osservando attentamente questo ecosistema e questo modello di lavoro, emerge con chiarezza come l’INFN sia uno degli enti di ricerca in Europa con il più alto potenziale di creazione di start-up innovative, dotate di un portafoglio tecnologico di eccellenza. In molti casi, inoltre, il percorso verso l’industrializzazione può essere intravisto in anticipo, mentre la comunità di ricerca svolge il proprio lavoro quotidiano.

Ritengo quindi necessario uno spostamento del focus: passare da una concezione del trasferimento tecnologico centrata prevalentemente sul licensing a una visione maggiormente orientata alla creazione d’impresa, in cui l’INFN sia parte attiva non solo nella fase di ideazione, ma anche in quella di industrializzazione della tecnologia. In questa direzione si sta già facendo molto. Un esempio è il percorso di formazione imprenditoriale attivato in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti e la Graduate School of Management del Politecnico di Milano, rivolto al personale INFN. Il riscontro è stato positivo: alcuni degli otto gruppi che hanno partecipato ai corsi hanno già fondato aziende particolarmente interessanti.

Sul versante dello scouting tecnologico, il CNTT finanzia da diversi anni progetti finalizzati all’aumento del livello di maturità tecnologica.

primo piano di una una persona riflesso su una griglia di chip in silicio

Tra questi, la call R4I, giunta nel 2026 alla sua nona edizione, è attualmente in fase di revisione con l’obiettivo di coinvolgere attivamente le aziende fin dalle prime fasi dei progetti. Oltre ai risultati concreti, il supporto del CNTT è fondamentale per diffondere una cultura del trasferimento tecnologico all’interno dell’INFN, in particolare tra il personale più giovane, favorendo una visione in cui ricerca di base e applicazione pratica non sono mondi antitetici, ma possono convivere e fertilizzarsi a vicenda.

Coniugare l’inventività del personale INFN e la forza tecnologica dell’Istituto con il genio e l’abilità imprenditoriale italiana, dando vita a nuove aziende basate su tecnologie dirompenti e capaci di rispondere in modo innovativo ai bisogni del mercato e della società: questa è la mia idea di trasferimento tecnologico.

Manuel Rolo lavora presso la Sezione di Torino, è stato per anni Referente per il Trasferimento Tecnologico della sua Sezione e ora fa parte del Comitato Nazionale per il Trasferimento Tecnologico