gruppo di persone attorno a un tavolo su cui ci sono penne post it e uno schema di progetto

J come joint development

Il co-sviluppo (joint development) è uno dei modi con cui l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare può interagire con le imprese per mettere a frutto le proprie competenze e tecnologie.

Che cos’è il co-sviluppo

La condizione necessaria per cui un progetto si possa considerare co-sviluppo è che almeno due organizzazioni contribuiscano in modo bilanciato alle attività, impiegando le proprie risorse di personale e attrezzature, per realizzare qualcosa di nuovo, che può essere un dispositivo, un processo o, più in generale, una tecnologia.

Ci può essere co-sviluppo nell’ambito di un canonico progetto di ricerca così come nell’ambito di una commessa. Ciò che conta è che per il raggiungimento del risultato sia richiesto di mettere in campo competenze e risorse complementari di tutti i partner.

Esempi di co-sviluppo

Nella realtà del trasferimento tecnologico, i casi tipici di co-sviluppo sono quelli in cui una tecnologia generata all’interno dell’Istituto, ed eventualmente testata e validata in laboratorio, ha bisogno di lavoro aggiuntivo per incrementare il suo livello di maturità tecnologica (TRL) ed essere quindi impiegata in ambiti diversi da quello della ricerca. Il raggiungimento di TRL elevati e la conseguente immissione sul mercato di una nuova tecnologia sono al di fuori delle possibilità dell’INFN, perciò è necessario coinvolgere un’azienda che, lavorando assieme al personale di ricerca, si impegni attivamente nell’effettuare i passi necessari per trasformare la tecnologia in prodotto.

Nel co-sviluppo, quindi, INFN e azienda lavorano assieme per un obiettivo comune, che costituisce l’oggetto dell’attività, ma con scopi diversi. Per INFN la finalità è sviluppare le proprie tecnologie, soprattutto a fini di ricerca, mentre l’azienda è interessata a inserire quella tecnologia nel portfolio di prodotti e servizi che fornisce oppure utilizzarla per migliorare i propri processi.

Ogni progetto di co-sviluppo ha una storia a sé e può nascere su iniziativa dell’INFN così come dell’azienda. Molto spesso per il potenziamento dell’infrastruttura di ricerca l’Istituto ha bisogno di tecnologie non disponibili in commercio: non ci sono aziende in grado di rispondere a quella richiesta e qualsiasi fornitura deve essere preceduta da un lavoro di co-sviluppo in cui si disegna insieme il prodotto desiderato.

Scenario simile, per quanto opposto, si verifica quando l’azienda si rivolge all’INFN per la risoluzione di una sfida tecnologica abilitante per nuovi prodotti, di cui l’Istituto può o meno giovare, sempre per la propria attività sperimentale di ricerca.

La proprietà intellettuale nel co-sviluppo

Prima di far partire un progetto di co-sviluppo è bene regolare i diritti di accesso che ci si aspettano sul risultato. Cosa vuole farne l’azienda? Quali diritti devono essere garantiti all’ente pubblico di ricerca?

Qualunque sia la ripartizione delle quote di titolarità, è fondamentale che all’Istituto sia garantita la possibilità di utilizzare gli esiti del co-sviluppo gratuitamente e senza limiti temporali per scopi di ricerca e insegnamento. Dall’altra parte all’azienda preme avere quanta più libertà d’azione possibile per le proprie strategie di produzione e vendita, generalmente con un riconoscimento di paternità e/o economico al partner di ricerca.

Un progetto di co-sviluppo può essere regolato con appositi accordi che, in via preliminare, disciplinano aspetti operativi e giuridici per evitare conflitti in corso di svolgimento. Il Servizio Trasferimento Tecnologico è incaricato della predisposizione di tali accordi e può essere contattato per eventuali chiarimenti (tto@lists.infn.it)

Le misure del TT INFN a sostegno del co-sviluppo

Al fine di promuove il trasferimento di conoscenze e lo sbocco sul mercato di tecnologie con il contributo INFN, il Comitato Nazionale per il Trasferimento Tecnologico ha lanciato INFN CONNECT, la nuova iniziativa per finanziare progetti di sviluppo tecnologico in collaborazione con le imprese. La misura sostituisce il precedente Research For Innovation (R4I), ponendo maggiormente l’attenzione sul coinvolgimento diretto delle aziende fin dalle prime fasi del progetto. L’iniziativa si articola in due fasi: nella prima sarà possibile per il personale dell’Istituto presentare delle proposte mentre, nella seconda, verranno acquisite manifestazioni d’interesse a specifici sviluppi tecnologici da parte delle aziende. Dall’incontro delle esigenze e degli interessi dell’INFN e delle aziende saranno finanziati progetti di co-sviluppo per portare sul mercato, a beneficio della società, i risultati della ricerca.

Per maggiori informazioni su INFN CONNECT

puoi leggere la notizia del lancio qui
o consultare la pagina dedicata sul sito INFN TT