30 Lug Dal laboratorio al paziente: il ruolo del Trasferimento Tecnologico di INFN nelle scienze della vita
Il punto di vista di Mariangela Cestelli Guidi, coordinatrice del Comitato Nazionale per il Trasferimento Tecnologico di INFN
INFN e le scienze della vita
L’INFN è istituzionalmente impegnato nel trasferimento della propria conoscenza scientifica verso il mondo della Scienze della Vita. Le ricerche compiute alla frontiera della fisica di base continuano a generare conoscenza, strumenti ed infrastrutture che sono di grande rilevanza nel campo della medicina, biologia, farmacologia e delle scienze omiche in generale.
Attraverso la rete INFN for Life Sciences (INFN4LS), l’Istituto coordina diverse linee di ricerca nel campo delle scienze della vita, che, partendo dalla diagnostica attraverso imaging avanzato, arrivano alle terapie innovative, come BNCT, adroterapia e produzione di radionuclidi per applicazioni mediche, alla dosimetria su paziente e per gli operatori sanitari, fino all’utilizzo di calcolo ad alte prestazioni e dell’AI per la medicina di precisione e personalizzata.
Molte scoperte e soluzioni tecnologiche, tuttavia, non riescono ad arrivare alla loro applicazione su paziente perché si scontrano con una serie di difficoltà legate all’ingresso sul mercato.
Dal laboratorio al paziente
“Dal rapporto di Ugo Amaldi al primo paziente trattato al Centro Nazionale di adroterapia Oncologica (CNAO) sono passati vent’anni” inizia così l’intervento di Mariangela Cestelli Guidi al XXII Convegno Nazionale SIRR, che si è tenuto presso i Laboratori Nazionali di Frascati dal 15 al 18 giugno 2026. Questa affermazione non è una critica alla lentezza con cui si è svolto il processo ma, al contrario, un’attestazione di stima per la tenacia e le capacità di chi è riuscito a far diventare un’idea di laboratorio una struttura funzionante capace di curare centinaia di pazienti all’anno.
“INFN ha la capacità di sviluppare una tecnologia fino a un livello di maturità tecnologica (TRL) di 4-6, cioè fino alla proof of concept” continua Cesteli Guidi, “lo sviluppo successivo dovrebbe essere in carico all’azienda, ed è qui che molte tecnologie si fermano.
L’intervallo tra TRL 5 e 7 è quello che viene definito “Valle della Morte” cioè la fase critica in cui una tecnologia, pur avendo superato la fase di ricerca e sviluppo iniziale. In questa fase, le idee innovative rischiano di rimanere “bloccate” perché:
- Mancano risorse finanziarie per scalare la produzione o validare il mercato.
- Non ci sono partnership strategiche con imprese o investitori disposti a rischiare.
- Le competenze manageriali necessarie per portare la tecnologia sul mercato sono carenti.
- Le normative o i requisiti di mercato non sono ancora pienamente soddisfatti.
Il caso delle tecnologie per le scienze della vita è poi reso ancor più complicato dalla normativa sui dispositivi medici che, soprattutto in Europa si è fatta più stringente e complessa. La necessità di essere conformi alla normativa, infatti, richiede investimenti in termini di tempo, consulenze e ricerca e sviluppo spesso sottostimati da chi sviluppa una nuova tecnologia.
Cosa fa il TT INFN
“Per iniziare un rapporto con un’azienda interessata alle nostre tecnologie è necessario innanzitutto comprendersi reciprocamente” dice Mariangela, “la lingua dell’industria e del mercato è diversa da quella della ricerca, e per questo stiamo investendo molto sulla formazione nel campo del trasferimento tecnologico, per il personale di ricerca, per quello amministrativo e per chi sta pensando di fondare uno spin-off.”
Il trasferimento Tecnologico INFN, infatti, organizza periodicamente corsi per il personale dell’istituto, in cui vengono trattati i temi della tutela della proprietà intellettuale, della tutela delle informazioni riservate e delle modalità di interazione con aziende. Recentemente, grazie a una partnership con Cassa Depositi e Prestiti, il Comitato Nazionale per il Trasferimento Tecnologico ha attivato un percorso dedicato a chi, fra il personale dell’Istituto, intende fondare una start-up che poi venga riconosciuta cime spin-off INFN. Si tratta di un vero supporto all’imprenditoria, che fornisce competenze e strumenti trasversali necessari per chi decide di “fare il salto” e proporsi come imprenditore.
Uno dei beneficiari di questo percorso è stato Francesco Collamati, ricercatore presso la Sezione INFN di Roma e co-fondatore di Radiantis Research, spin-off di INFN che si occupa di chirurgia radioguidata e sta attualmente completando il lotto di pre-produzione della sua prima sonda per la chirurgia oncologica, Beta Probe I.
Ma non c’è solo la formazione: il Servizio Trasferimento Tecnologico si occupa soprattutto di tutto ciò che concerne la proprietà intellettuale e i rapporti con le aziende: fornisce supporto e consulenza tecnica al personale che desidera depositare un brevetto, tutelare della proprietà intellettuale e co-sviluppare prodotti o fornire servizi a terze parti. Senza dimenticare poi l’attività fondamentale di ricerca di partner industriali o commerciali.
Una struttura in crescita
“La cultura del trasferimento tecnologico è relativamente recente nell’INFN, così come gli uffici dedicati” ricorda Cestelli Guidi, “negli ultimi anni siamo cresciuti molto, sia in termini di personale che di capacità, però c’è ancora molto da fare.”
Per rendere più efficaci le nostre attività di TT nell’ambito delle scienze della vita è fondamentale rafforzare l’interazione con organizzazioni come la Società Italiana per la Ricerca sulle Radiazioni e l’Associazione Italiana di Fisica Medica, che conoscono le esigenze e le richieste degli utilizzatori delle tecnologie che sviluppiamo. Importante è anche che l’INFN si faccia conoscere e riconoscere, per esempio partecipando a gradi eventi del settore, come il Meet In Italy For Life Science che si svolgerà a Roma il 13-14 ottobre 2026 e di cui INFN è co-organizzatore.
Un aspetto su cui sono necessari interventi è invece quello regolatorio: come evidenziato da Mariangela Cestelli Guidi e confermato da Francesco Collamati, gli investimenti in consulenze e ricerca e sviluppo aggiuntiva per essere conformi alla regolamentazione sono, nel caso dei dispositivi medici, ingenti e molto spesso sottostimati da chi intraprende un progetto di ricerca che punti a risultati applicativi. Emerge quindi sempre più l’esigenza di avere all’interno dell’INFN un riferimento che possa indirizzare e guidare, facendo anche ricorso a consulenti esterni chi, per portare all’utilizzo sul paziente i frutti della propria ricerca, ha la necessità di affrontare l’iter di certificazione di un dispositivo o, più semplicemente, vuole essere consapevole di cosa è necessario per farlo.
Per saperne di più
Per avere maggiori informazioni sulle attività di INFN legate alle scienze della vita, puoi contattare il Servizio Trasferimento Tecnologico.
