19 Feb H come High Tech
La ricerca scientifica di base richiede sempre più soluzioni tecnologiche di alto livello e INFN, da sempre un punto di riferimento per la fisica di base, si pone anche come produttore e fornitore di tecnologie all’avanguardia.
Il legame tra INFN e high tech però non si limita alla ricerca pura, ma si estende anche al trasferimento tecnologico e all’innovazione. Spesso, infatti, tecnologie pensate per la fisica fondamentale trovano applicazioni del tutto nuove e diverse. Esempi tipici sono i rilevatori di particelle sviluppati per gli acceleratori che possono essere impiegati per migliorare le prestazioni di apparecchi per l’imaging medico; algoritmi avanzati di presa e analisi dati che si trasformano in strumenti per la diagnosi precoce dei tumori; oppure la tecnologia degli acceleratori stessi, che viene messa al servizio della medicina per il trattamento dei tumori.
Ma le tecnologie avanzate che si sviluppano all’interno dell’INFN possono trovare strade inedite per generare un impatto positivo sulla vita quotidiana. Così, i sistemi criogenici che permettono di raggiungere temperature estremamente basse necessarie per il funzionamento degli acceleratori superconduttivi o per esperimenti sulla fisica dei neutrini, vengono usati per il test delle valvole da installare nei sistemi di trasporto dell’idrogeno che alimenta i razzi e i mezzi di trasporto del futuro; oppure per aumentare la sensibilità di strumenti che analizzano la contaminazione di alimenti e terreni. Le tecniche per la finitura superficiale e il ricoprimento con strati sottili di materiali speciali, in origine studiate per le cavità acceleratrici, servono invece a sviluppare processi più economici e sostenibili per la produzione di componenti industriali, come per esempio i rulli di laminazione.
L’high tech generato e sviluppato all’interno di INFN rappresenta quindi un patrimonio inestimabile che l’Istituto, tramite il Trasferimento Tecnologico, è chiamato a rendere disponibile alla società. Per far ciò, l’INFN ha a disposizione diversi strumenti. Il primo è la stipula di contratti di licenza. Il personale di ricerca, nello svolgere il suo lavoro, genera continuamente nove conoscenze che a volte riguardano anche nuovi strumenti, processi e metodi, potenzialmente utili anche al di fuori dell’ambito di attività in cui sono nati. Se da un lato queste conoscenze vanno tutelate con strumenti come la brevettazione o la protezione del know-how, dall’altro vanno anche rese disponibili e valorizzate. Per questo motivo, l’INFN stipula quindi contratti di licenza, in cui garantisce a un proprio partner aziendale il diritto di sfruttamento delle sue conoscenze in un ambito e per un tempo determinati.
Accade spesso poi che le conoscenze siano sviluppate assieme a un’altra parte, a seguito di accordi di ricerca collaborativa, in virtù dei quali INFN e un’azienda lavorano assieme per sviluppare un prodotto di interesse per entrambi, che poi verrà utilizzato dall’Istituto per svolgere la propria attività di ricerca e dall’azienda per scopi commerciali. La proprietà intellettuale generata in questo caso è condivisa fra le parti, e regolata da appositi accordi di contitolarità.
Ci sono casi invece in cui l’azienda stessa si rivolge a INFN perché ne riconosce il valore come fornitore di tecnologia e necessita di competenze specifiche e attrezzature che non sono disponibili altrove. Il trasferimento tecnologico, quindi, avviene attraverso una fornitura di servizi da parte di INFN, o una commessa di ricerca dall’azienda che, grazie all’Istituto, incrementa il proprio livello tecnologico.
Non va poi dimenticato il capitale umano dell’INFN: persone che si sono formate e hanno svolto lavoro di ricerca all’INFN, che hanno acquisito competenze di alto livello, ma anche metodo, capacità di affrontare e risolvere i problemi, spirito di iniziativa e curiosità scientifica e che possono portare questo bagaglio all’esterno, nella società, sia andando a lavorare in altre realtà che attraverso la creazione di spin-off che sfruttino le tecnologie dell’INFN.
