Le domande sono elencate in ordine di ricevimento:

 

 

1)Quale pensate che sia il ruolo del Rappresentante Nazionale dei TA e come pensate di poter essere davvero rappresentativi?

2)Quali sono a vostro avviso i principali punti critici per il personale TA e quale potrebbe essere il vostro contributo nell’affrontarli?

3)Pensate che sia utile e possibile far avere al personale le minute dei CD entro una settimana dal momento in cui si sono svolti gli incontri?

4)Avete idee e/o proposte per affrontare il tema della sperequazione economica tra il personale con e senza polizza ina?

5)Cosa pensate della durata dei mandati da RNTA? Non potrebbe essere più opportuno una durata inferiore? In ogni caso quali sarebbero le motivazioni?

6)Cosa pensate dell’attuale organizzazione dell’assemblea nazionale e cosa credete possa essere migliorabile e in che modo?

7)Come pensate che andrebbe affrontata la questione relativa alla designazione degli RLS?

8)Che posizione intendete prendere nei confronti della Polizza INA, in particolare sull' estensione della polizza a tutti i dipendenti: quali azioni da parte del personale, secondo voi, sono le più idonee per sbloccare tale situazione che da anni è statica?

9)L’attività dell’assemblea si è ridotta drasticamente. La capacità propositiva è quasi annullata e la struttura dei rappresentanti si limita a trasferire comunicati dal rappresentante nazionale ai dipendenti TA. Questa tendenza può essere invertita?



1) Le università eleggono il rettore con un meccanismo di democrazia interna diretto (seppur pesato tra professori ordinari, associati, ricercatori e personale tecnico e amministrativo), in cui, a fronte di un numero n di candidati, si va al ballottaggio tra i 2 che hanno preso più voti e viene eletto chi vince il ballottaggio.
All’INFN i direttori e il presidente sono indicati come rosa dai dipendenti ed è poi il direttivo che elegge queste due importanti figure, senza tenere conto di chi ha preso più voti nella sede che andrà a dirigere, ma decidendo in modo autonomo.
Come rappresentanti del personale, qualora foste eletti vi impegnereste a perseguire la modifica delle modalità di elezione dei direttori, affinché siano direttamente eletti dai dipendenti della sezione/laboratorio? Se sì cosa fareste per raggiungere l’obiettivo?

2) Il governo con la finanziaria 2022 ha stanziano 20 M€ per la valorizzazione del personale tecnico e amministrativo. Una parte (consistente) di questi soldi è stata destinata all'infn. Quali criteri ritenete che le parti (INFN-Sindacati) debbano seguire per redistribuire queste somme?

3) L’aran per il rinnovo del CCNL vuole inserire le aree per tecnici e amministrativi, creando delle scatole vuote da interporre tra i TA e i ricercatori e tecnologi, di fatto arretrando le qualifiche del personale tecnico amministrativo. Qual è la vostra opinione e cosa metterete in campo in direttivo per valorizzare e non sminuire queste categoria?

4) Quali azioni metterete in campo una volta eletti, per arginare la performance, che sta inasprendo i rapporti tra colleghi e con la dirigenza
 


 

1. Consapevoli del fatto che abbiamo un solo voto in Consiglio Direttivo e che spesso è importante mediare e non arrivare allo scontro, in che modo pensate che quel voto possa rappresentare le ragioni del personale IV-VIII e in che modo pensate di rapportarvi con gli altri componenti del Consiglio Direttivo?

 



GdL PIAO (piano integrato attività organizzazione Pubblica Amministrazione) Performance.

Il gruppo parrebbe così composto: CENCI (coordinatrice; Cardini Alessandro (Direttore Cagliari); Roberto Carlin (direttore INFN Pd) Orestano (direttrice Roma3); Padroni (Direttore Del Servizio ispettivo AC); Daniela Evangelista (LNF ufficio ordinamento e struttura tecnica di supporto OIV); Marino Nicoletto (RNTA), Passeri (RNRT); Meroni (direttrice sezione Milano ) Carletti (Direttore gestione del personale) ; Valente (ex RNR) Manzani Badalà (presidentessa CUG) poi ce n'è un altro di cui ho scritto male il nome ma è irrilevante.

Il quesito: quale senso ha partecipare per il nostro RNTA ad un gruppo in cui si trova in netta minoranza, circondato da direttori/direttrici, managment... ?

la mia domanda è quanto è ascoltato? cosa potrebbe fare per essere rappresentativo in modo efficace ...perchè se il rischio è quello di essere (come oggi accade) ignorati,  probabilmente forse non sarebbe meglio addirittura non partecipare per dare un segnale forte all'ente che fa gruppi in cui si ascolta una sola voce?
 


 
1) La creazione di uno strumento di comunicazione tra i colleghi di tutte le strutture, tipo blog, magari monitorato dai rappresentanti del personale delle varie Strutture, che permetta di condividere problematiche e criticità di ogni singola Struttura a livello nazionale, uscendo dalle particolarità locali e permettendo così a tutti i colleghi di confrontarsi direttamente con le realtà delle altre sedi.

2) La messa a regime, su scala nazionale e a intervalli di tempo regolari, di strumenti per il monitoraggio del reale benessere lavorativo, con strumenti come quello del questionario che abbiamo realizzato qui in AC nei mesi passati.

3) La creazione di una newsletter con la quale il rappresentante del personale nazionale comunichi a tutti gli iscritti, a intervalli regolari, le attività per le quali si sta impegnando e i risultati raggiunti nella mediazione con il management per la risoluzione delle criticità e problemi segnalati.