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Premio Nobel per la Fisica 2013 assegnato a: Francois Englertmem, Peter W. Higgs

31 Jul , 2012  

Francois Englertmem e Peter W. Higgs insieme a Robert Brout hanno introdotto il meccanismo della rottura spontanea di simmetria nella teoria dell’unificazione delle interazioni elettromagnetica e debole predicendo l’esistenza di unbosone scalare oggi universalmente noto come “bosone di Higgs”, che è all’origine della massa di tutte le particelle elementari.

Questa particella è stata osservata per la prima volta nel 2012 dagli esperimenti ATLAS e CMS presso il collider LHC del CERN di Ginevra.

La notizia sul sito della Fondazione Nobel

Potete vedere al link seguente il relativo comunicato stampa.

La notizia data la rilevanza é  consultabile anche sui siti dell’INFN e del CERN.

L’Italia partecipa all’esperimento ATLAS con 250 fisici appartenenti al Laboratorio Nazionale di Frascati dell’INFN e a 12 Università e Sezionidell’INFN (Bologna, Cosenza, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Pavia, Pisa, Roma “La Sapienza”, Roma “Tor Vergata, Roma “TRE”, Udine).

Fin dall’inizio i fisici italiani hanno dato un contributo importante alla progettazione e alla realizzazione dell’esperimento ATLAS. Partecipano attivamente al suo funzionamento e all’analisi degli eventi osservati. Nell’esperimento ricoprono importanti ruoli di responsabilità e hanno contribuito in particolare all’analisi dei dati che ha permesso la scoperta del bosone di Higgs.

ATLAS (A Toroidal Lhc ApparatuS) è uno dei grandi apparati sperimentali preparati per lo studio delle collisioni protone-protone all’energia di 14 TeV al Large Hadron Collider (LHC) del CERN, la più potente macchina acceleratrice per ricerche di fisica subnucleare.
La Collaborazione ATLAS è formata da circa 3000 fisici di 177 Istituti di ricerca e Università da 38 nazioni distribuite sui cinque continenti.
La partecipazione italiana, coordinata e finanziata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, è composta da circa 250fisici appartenenti a 13 Strutture dell’INFN (il Laboratorio Nazionale di Frascati, 10 Sezioni e 2 Gruppi collegati presso le Università) e a 12 Università (Bologna, Cosenza, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Pavia, Pisa, Roma “La Sapienza”, Roma “Tor Vergata”, Roma “TRE”, Udine).
I ricercatori italiani hanno contribuito fin dall’inizio alla progettazione e alla realizzazione di molti dei rivelatori che compongono l’apparato sperimentale e alla preparazione degli strumenti di analisi delle interazioni. Attualmente sono impegnati nelle operazioni di funzionamento dell’esperimento e nell’analisi dei dati.
mImportanti parti dell’apparato sperimentale sono stati realizzate nei laboratori nazionali con il contributo dell’industria nazionale ed in particolare : il tracciatore interno a pixel, il calorimetro elettromagnetico a Liquid Argon ed adronico a Tiles, le camere di precisione MDT per la rivelazione dei muoni, le camere di trigger RPC con la relativa elettronica di livello 1 e il magnete toroidale dello spettrometro a muoni.
L’analisi delle interazioni protone-protone, prodotte a LHC, permette di estendere le nostre conoscenze sulla natura delle forze fondamentali che determinano l’evoluzione dell’Universo. Nel 2012 l’esperimento ATLAS ha scoperto, insieme all’esperimento CMS, il bosone di Higgs (vedi sotto), previsto dal Modello Standard delle particelle elementari. Questo bosone essenziale nel modello di unificazione delle inteazioni elettromagnetica e debole è all’origine della massa di tutte le particelle. L’esperimento ha anche condotto alle energie più alte la ricerca di particelle supersimmetriche ponendo limiti nuovi e più stringenti sulla loro esistenza. Le superparticelle, predette da teorie che estendono il Modello Standard, potrebbero comporre la materia oscura che costituisce circa il 23% del nostro Universo.

Per un filmato introduttivo: http://www.lnf.infn.it/media/video/atlas.html

Per ulteriori informazioni: atlasinfo@lists.infn.it

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